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    15 dicembre 2020

    Atto notarile ricognitivo di associazione

    Cassazione, ordinanza n. 10980/2020. Nessun beneficio fiscale per le associazioni sportive dilettantistiche prive di atto costitutivo e statuto. La pronuncia è interessante anche per l’imminente operatività del registro unico nazionale del terzo settore nel quale andranno a confluire gli enti interessati ad accedere alla riforma d. lgs 117/2017. Anche per gli enti del terzo settore si pone la necessità di essere muniti di un atto costitutivo e di uno statuto da depositare nel registro nazionale al momento dell’iscrizione. La presenza di questi documenti e la data certa degli stessi è essenziale in ambito tributario, al fine di verificare che l’ente sia effettivamente meritevole di fruire dei regimi fiscali. Non sono poche le realtà che oggi si trovano prive di atto costitutivo e statuto o che magari non riescono più a reperire tali documenti in quanto risalenti nel tempo. Si tratta di associazioni non riconosciute le quali non necessitano dell’atto pubblico per operare. Si ritiene possibile sopperire a tale mancanza con un atto ricognitivo dell’esistenza dell’ente facendo risultare dal verbale di assemblea per atto pubblico davanti al notaio una breve storia dell’esistenza dell’ente e delle sue finalità con contestuale approvazione dello statuto. Una prassi ammessa da molte Regioni chiamate a valutare le richieste di riconoscimento della personalità giuridica in base al dpr 361/2000 e che può essere facilmente traslata anche nell’ambito del terzo settore. Con l’atto ricognitivo si riesce a dare prova dell’esistenza e della tipologia dell’ente così adempiendo agli obblighi formali richiesti dalla legge e dalla giurisprudenza in tema di enti non commerciali. Nel nuovo atto costitutivo e statuto possono essere inseriti infatti tutte le clausole essenziali per la qualifica cosi da consentire all’ente di fruire dei regimi fiscali agevolati applicabili. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    15 dicembre 2020

    Esecuzione del preliminare e menzioni catastali

    Cassazione, sentenza del 25 giugno 2020 n. 12654. In tema di contratto preliminare le menzioni catastali ex art. 29, comma 1-bis, della legge n. 52 del 1985 rappresentano, al pari delle menzioni edilizie ed urbanistiche, una condizione dell'azione ex art. 2932 c.c. Esse devono sussistere al momento della decisione e la relativa produzione può essere fornita anche in corso di causa. Ciò vale anche per i giudizi già pendenti alla data di entrata in vigore dell'art. 29 della suddetta legge. Il mancato riscontro, da parte del giudice investito della domanda di adempimento del contratto in forma specifica, dell'esistenza di tali menzioni costituisce, pertanto, un "error in iudicando", i cui effetti si esauriscono, tuttavia, all'interno del processo e non integrano un vizio di contenuto-forma della sentenza, tale da determinarne la nullità ovvero la inidoneità ad essere trascritta. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    15 dicembre 2020

    L’esdebitazione

    Cassazione, sentenza n. 16263/2020. Nell’esdebitazione la condizione di soddisfacimento, almeno parziale, dei creditori concorsuali, prevista dalla legge fallimentare all’art. 142, comma 2, deve intendersi realizzata anche quando talune categorie di creditori non abbiano ricevuto alcunché in sede di riparto. La sussistenza di tale presupposto è rimesso al prudente apprezzamento del giudice di merito, ma deve essere valutata secondo un’interpretazione coerente col favor debitoris che ispira la norma.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    03 dicembre 2020

    Domanda di nullita’ di protezione e abuso del...

    Cassazione, ordinanza del 18 settembre 2020 n.19510. E’ abuso del diritto la proposizione della domanda di nullità di protezione ex art. 2 D.Lgs n. 122/2005 da parte del promissario acquirente nel caso in cui la garanzia prescritta per legge sia stata rilasciata in data successiva alla stipula del contratto preliminare senza che nelle more si sia manifestata l’insolvenza del promittente venditore o che sia stato pregiudicato l’interesse del promissario acquirente. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    03 dicembre 2020

    Restituzione del credito di imposta al socio

    Cassazione, sentenza del 21 settembre 2020 n. 19641.Il socio della società estinta ha diritto ad ottenere la restituzione dell’intero credito di imposta dell’ente. La cancellazione dal registro imprese, infatti, comporta un fenomeno successorio e le attività si trasferiscono in regime di proprietà indivisa tra tutti i soci. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    03 dicembre 2020

    Risoluzione e clasuola vessatoria

    Cassazione, ordinanza del 27 agosto 2020, n. 17912. La clausola risolutiva espressa che conferisce al contraente il diritto di ottenere la risoluzione del contratto a seguito di un inadempimento della controparte, non ha carattere vessatorio. Difatti, non è riconducibile alle ipotesi previste dall’art. 1341, co. 2, c.c. neanche in seguito all’aggravamento delle condizioni di uno dei contraenti. Pertanto, se il contratto è risoluto di diritto, i premi pagati restano trattenuti dalla compagnia assicuratrice. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    03 dicembre 2020

    Canone di locazione

    Cassazione, ordinanza del 31 agosto 2020 n. 18114. In un contratto di locazione a canone concertato, se il canone convenuto dalle parti è superiore a quello determinato secondo i criteri stabiliti dagli accordi territoriali in vigore al momento della stipula, allora la proprietaria può essere condannata a restituire l’importo versato in eccedenza alla locataria. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    03 dicembre 2020

    Rapporti di credito tra coniugi dopo la...

    Cassazione, ordinanza del primo settembre 2020 n. 18156. Nel corso del procedimento di separazione, in caso di scioglimento della comunione legale, il coniuge creditore può chiedere all’altro di rimettere nella comunione (non più legale ma ordinaria) il frutto della vendita dei titoli azionari, che erano stati acquistati in costanza di matrimonio e ceduti senza il suo consenso. Oppure può anche mutare domanda in corso di causa chiedendone la liquidazione diretta pro quota. A quest’ultima ipotesi però il coniuge debitore può opporsi adducendo il proprio interesse a conferire il ricavato alla comunione in modo da poter più facilmente definire una volta per tutte i rapporti patrimoniali. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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05 luglio 2017

Imposte sui consumi e imposte sui redditi – Nicola Forte

Il socio onorario di SuperPartes, Dott Nicola Forte, parla a Raiuno delle nuove norme in tema di Iva: “La scelta del tema da trattare non è stata molto difficile. Lo spunto me lo ha fornito il Ministro delle Finanze con la dichiarazione di non voler aumentare le aliquote Iva. Molto spesso si sente parlare della tassazione delle cose o meglio della volontà di spostare progressivamente il carico delle imposte sui redditi sulla tassazione delle cose. L’idea è buona, ma difficilmente sarà possibile. Cosa si intende per tassazione delle cose? Significa tassare di più nel momento in cui si consuma, ma per indurre i consumatori a consumare le stesse quantità deve essere ridotto il livello della tassazione sui redditi. La ricetta è buona, ma è in grado di funzionare a patto che la pressione fiscale sui redditi diminuisca effettivamente e in misura sensibile. Ad esempio se il netto della busta paga aumenta da 1.300 euro a 1.800 euro la manovra può produrre gli effetti espansivo sperati. Viceversa se l’aumento delle imposte sui consumi non è accompagnato da una sensibile diminuzione delle imposte sui redditi, la manovra è di tipo recessivo e i consumi rischiano di diminuire”

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