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    05 giugno 2020

    La forma del patto fiduciario ed il valore della...

    A risoluzione di un contrasto giurisprudenziale, la cassazione a sezioni unite ha affermato i seguenti principi di diritto:  a) “per il patto fiduciario con oggetto immobiliare che si innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante, non è richiesta la forma scritta ad substantiam; ne consegue che tale accordo, una volta provato in giudizio, è idoneo a giustificare l’accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di ritrasferimento gravante sul fiduciario”;  b) “la dichiarazione unilaterale scritta dal fiduciario, ricognitiva dell’intestazione fiduciaria dell’immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma, rappresentando una promessa di pagamento, ha soltanto effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario, realizzando, ai sensi dell’art. 1888 c.c., una astrazione processuale della causa, con conseguente esonero a favore del fiduciante, destinatario della contra se pronuntiatio, dell’onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria”. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    05 giugno 2020

    Massima della commissione societa’ del...

    È lecita la clausola statutaria che prevede la possibilità che l'assemblea ordinaria e straordinaria di una società di capitali si svolga con intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. In particolare, è necessario che: - sia consentito al presidente dell'assemblea, anche a mezzo del proprio ufficio di presidenza, di accertare l'identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell'adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione; - sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione; - sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno; - vengano indicati nell'avviso di convocazione (salvo che si tratti di assemblea totalitaria) i luoghi audio/video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove saranno presenti il presidente e il soggetto verbalizzante.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata  

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    05 giugno 2020

    Legato e calcolo della legittima

    Cassazione, ordinanza 27 febbraio 2020, n. 5421, sez. Vi – 2 civile. Nel caso in cui un bene, oggetto di disposizione testamentaria a titolo di legato, sia stato poi trasferito al soggetto designato legatario con un contratto inter vivos, sussiste sempre l’interesse dell’erede legittimario del disponente, concreto e attuale, a fare accertare la nullità del negozio dispositivo, anche se l’azione non sia accompagnata da un’azione volta a impugnare il testamento o la singola disposizione. Al riguardo è sufficiente considerare che i beni legati, in quanto compresi nei beni relitti, sono conteggiati nella massa di calcolo della legittima e quindi ne condizionano la misura (art. 556 c.c.); se il legatario, come nel caso in esame, sia a sua volta legittimario, si impone un problema di imputazione del legato alla legittima del beneficiario o alla disponibile, con gli inevitabili riflessi sulla ripartizione dei beni ereditari, che entro certi limiti prescindono dall’esercizio dell’azione di riduzione. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    05 giugno 2020

    Beni in trust e sequestro conservativo

    Cassazione, sentenza 25 febbraio 2020, n. 7442, sez. I penale. I beni dall'imputato solo fittiziamente costituiti in trust rimangono assoggettabili, ricorrendone le condizioni ulteriori, anche nell'ambito del processo penale, a sequestro conservativo. La Suprema Corte ricorda che, sebbene il trust abbia efficacia segregativa il meccanismo che impedisce ai creditori del disponente di soddisfarsi sui beni segregati in trust opera solo ove il trust non sia stato utilizzato solo a fini simulatori. Il ricorso al trust, quindi,  deve essere ben ponderato ed è imprescindibile da una preventiva ed accurata consulenza notarile. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    05 giugno 2020

    Forma della risoluzione della donazione

    Cassazione, sentenza 3 marzo 2020, n. 5937, sez. I civile. Anche nel caso di accordo tra coniugi per la risoluzione di una donazione deve essere rispettata la stessa forma dell’atto originario e principale. E’ quindi necessario l’intervento del notaio con l’atto pubblico alla presenza di due testimoni.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    27 maggio 2020

    Orientamenti societari in periodo di emergenza...

    La Commissione per gli orientamenti in materia societaria del Comitato Notarile Triveneto ha elaborato alcuni orientamenti con riferimento allo svolgimento delle assemblee di società da applicarsi durante il periodo di emergenza sanitaria (art. 106 D.L. 18/2020). 1. Art. 106, comma 2, D.L. 18/2020 – assemblea obbligazionisti. Stante la disposizione dell’art. 2415, comma 3, c.c. secondo cui “si applicano all’assemblea degli obbligazionisti le disposizioni relative all’assemblea straordinaria dei soci” tutti i precetti emergenziali in tema di assemblee societarie (che si svolgano entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza della epidemia da COVID-19 ex comma 7 di detto art. 106) sono di diretta applicazione alle assemblee degli obbligazionisti essendo medesima la ratio e l’obiettivo di agevolare lo svolgimento delle assemblee in condizioni di sicurezza e distanziamento fisico.                                                                                                Quindi, mediante apposita previsione contenuta nell’avviso di convocazione, anche in assenza di disposizioni statutarie al riguardo, si possono abilitare l’espressione del voto in via elettronica, l’espressione del voto per corrispondenza, l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, lo svolgimento dell’assemblea esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione.                                                                          Ovviamente saranno ammissibili assemblee c.d. totalitarie anche con intervento di tutti o alcuni degli interessati mediante mezzi di telecomunicazione.                              Con riferimento al soggetto tenuto a presiedere le assemblee si rinvia a Orientamento H.K.8, fatto salvo il disposto secondo cui non necessita la presenza nel medesimo luogo del presidente, del segretario o del notaio (art. 106, comma 2, ultima parte). Seguiranno nei prossimi giorni la pubblicazione degli altri orientamenti del Comitato Notarile Triveneto in materia societaria.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    27 maggio 2020

    Orientamenti societari in periodo di emergenza...

    La Commissione per gli orientamenti in materia societaria del Comitato Notarile Triveneto ha elaborato alcuni orientamenti con riferimento allo svolgimento delle assemblee di società da applicarsi durante il periodo di emergenza sanitaria (art. 106 D.L. 18/2020). 2. Art. 106, comma 3, D.L. 18/2020 – modifiche statutarie s.r.l. La possibilità, prevista per le società a responsabilità limitata dall’art. 106, comma 3, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, di consentire che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto «anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, quarto comma, del codice civile» deve intendersi limitata all’ipotesi di mancanza nell’atto costitutivo della previsione del metodo non assembleare per l’assunzione delle decisioni dei soci. La portata di detta deroga all’articolo 2479, comma 4, c.c. non concerne, invece, le materie indicate nei numeri 4) e 5) del secondo comma dell’art. 2479 c.c., il caso previsto dal quarto comma dell’art. 2482 bis c.c. e il diritto, in capo ad uno o più amministratori ovvero ad un numero di soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale, di richiedere che la decisione dei soci sia adottata mediante deliberazione assembleare ai sensi dell’art. 2479 bis c.c. Per tutte queste materie trova invece applicazione la disposizione dell’art. 106, comma 2, che per il periodo emergenziale consente l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione e la possibilità di prevedere l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza. Le norme emergenziali in alcun modo incidono sui principi generali in tema di controllo notarile di legalità sostanziale sulle modificazioni dell’atto costitutivo di cui al combinato disposto degli artt. 2480 e 2436 c.c.. Seguiranno nei prossimi giorni la pubblicazione degli altri orientamenti del Comitato Notarile Triveneto in materia societaria. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    27 maggio 2020

    Orientamenti societari in periodo di emergenza...

    La Commissione per gli orientamenti in materia societaria del Comitato Notarile Triveneto ha elaborato alcuni orientamenti con riferimento allo svolgimento delle assemblee di società da applicarsi durante il periodo di emergenza sanitaria (art. 106 D.L. 18/2020).  4. Art. 106, comma 6, D.L. 18/2020 - Assemblee di società non quotate tenute “esclusivamente” con Rappresentante Designato ex art. 135-undecies TUF. L’art. 106 del decreto-legge 18 marzo 2020 (decreto Cura Italia) detta norme emergenziali e specifiche per le assemblee delle società che siano convocate entro il 31 luglio 2020. Particolare interesse desta il sesto comma della norma che consente alle (non quotate) banche popolari, alle banche di credito cooperativo, alle società cooperative ed alle mutue assicuratrici, tra le altre, l’utilizzo “anche esclusivo” del rappresentante designato previsto dall’articolo 135 undecies del D.Lgs. 58/98 (TUF) per le società quotate. La norma persegue il fine di agevolare quanto possibile le assemblee di dette società (accomunate, normalmente, da una vasta compagine sociale) assicurando il rispetto delle disposizioni limitative adottate per il contenimento del rischio di contagio da COVID 19. Si tratta di norma emergenziale a termine, perché inevitabilmente finisce per comprimere alcuni diritti dei soci, fino al punto di escluderne totalmente la partecipazione all’assemblea. Si può e si deve dare alla norma, però, un contenuto che, mantenendo rigoroso l’obiettivo sanitario, riduca quanto possibile la limitazione dei diritti dei soci, soprattutto laddove, come nelle società cooperative, il sistema normalmente favorisce decisamente la partecipazione del socio all’assemblea, ad esempio con il limite di deleghe attribuibili (v. art. 2539 c.c.). Poiché, inoltre, il Rappresentante Designato può essere anche un notaio, appare opportuno soffermarsi su alcune indicazioni applicative della norma che possono non avere particolare interesse per l’eventuale notaio verbalizzante. 1) Il rappresentante designato (R.D.) richiamato dall’art. 106, comma 6, è un puro “portavoce” (nuncius) del delegante. Ciò è confermato da numerosi indizi. Anzitutto, l’art. 106, comma 6, esclude espressamente l’applicazione dell’art. 135 undecies, comma 5, che prevede il regolamento CONSOB per la disciplina dei (rari e molto regolamentati) casi in cui il R.D. nelle quotate può esprimere una propria volontà “difforme” dalle istruzioni ricevute (difformità che ricomprende anche l’assenza di istruzioni). Il R.D. richiamato dall’art. 106, comma 6, perciò, non potrà in nessun caso esprimere la propria volontà, vigendo qui esclusivamente la regola dettata dall’art. 135 undecies, comma 1, TUF, per il quale “La delega ha effetto per le sole proposte in relazione alle quali siano conferite istruzioni di voto”. Deve, inoltre, ritenersi precluso il ricorso alla previsione dell’art. 1711, comma 2, c.c., che viene escluso espressamente anche per le quotate dall’art. 135 decies, comma 1, TUF. 2) Il R.D. potrà esprimere il proprio consenso o dissenso sulle modalità procedimentali dell’assemblea e sull’eventuale adozione di uno specifico regolamento assembleare da utilizzare nella singola occasione (ad esempio: inversione della trattazione degli argomenti all’o.d.g. non collegati tra di loro; dispensa dalla lettura di documenti o relazioni; eventuali correzioni o adeguamenti non sostanziali alle delibere proposte). 3) Data la sua natura di puro portavoce (nuncius) non è necessario che il R.D. sia un socio (considerato anche che la norma consente di escludere completamente il socio dall’assemblea); può essere una persona fisica o giuridica; può essere un professionista (non escluso un notaio, purché non verbalizzante); può essere anche un amministratore, sindaco o dipendente della società, perché l’art. 135 undecies, comma 4, consente espressamente che sia in conflitto di interessi; e tali ipotesi sono certamente previste come casi di conflitto dall’art. 135-decies, commi 1 e 2. 4) E’ ritenuta legittima l’indicazione di più R.D. (naturalmente ciascun socio potrà delegarne solo uno), perché si limita, così, la compressione del diritto del socio, dandogli la facoltà di scegliere la persona che preferisce (ancorché ciò sia ininfluente, in realtà, nell’espressione del voto, dato che il R.D. è un mero portavoce). I R.D. agiranno comunque disgiuntamente. 5) La designazione del R.D. spetta al C.d.A. 6) Il R.D. può essere delegato solo da colui che abbia diritto al voto, non risultando derogate le corrispondenti previsioni codicistiche (socio da almeno 90 giorni, etc.). 7) Quando la società scelga di tenere l’assemblea “esclusivamente” per il tramite del R.D., alla stessa potranno partecipare (anche in audio/videoconferenza) solo i componenti degli organi sociali e/o altri soggetti che siano necessari e/o opportuni per il suo svolgimento (ad es. tecnici), mentre non potranno in alcun modo parteciparvi i soci. 8) Quando l’avviso di convocazione prevede che l’intervento in assemblea si svolga “esclusivamente” tramite il Rappresentante Designato dalla società (art. 135-undecies TUF) non è consentita al socio la delega “ordinaria”, cioè la facoltà di nominare un “suo” delegato che a sua volta subdeleghi o si faccia sostituire dal R.D. previsto dall’art. 106, comma 6. A differenza delle altre modalità di svolgimento, infatti, in cui l’intervento è consentito al socio sia di persona sia per delega (a “suo” nominato, art. 135-novies TUF o art. 2372 c.c.), l’intervento “esclusivo” del R.D. comporta l’impossibilità per il socio di partecipare sia di persona sia tramite un soggetto diverso da quello designato dalla società. Quindi l’eventuale “delegato normale” (oltre a dover tassativamente ricevere anche le istruzioni di voto: così, per le quotate, anche Consob Comunicazione n. 3 del 10/4/20) non potrebbe far altro che “subdelegare” o “farsi sostituire” dal R.D., unico legittimato all’intervento in assemblea, per cui non si comprende quale sarebbe l’utilità di questo “doppio passaggio obbligato”. Ciò trova conferma nella differente previsione normativa del comma 4 dell’art. 106 (per le quotate) rispetto alla formulazione del comma 6 della stessa norma. Infatti, il quarto comma dell’art. 106 recita: “ … - le stesse possono prevedere che l’assemblea si svolga anche esclusivamente tramite il R.D. ai sensi dell’art. 135-undecies TUF … al predetto R.D. possono essere conferite anche deleghe o subdeleghe ai sensi dell’art. 135-novies TUF, in deroga all’art. 135-undecies, comma 4° TUF”. Diversamente, il comma 6 dell’art. 106 Cura Italia non riporta questa previsione ed anzi esclude l’applicazione al R.D. solo del comma 5 dell’art. 135 undecies (voto in difformità), mentre evidentemente restano applicabili le altre previsioni, incluso il comma 4. 9) E’ possibile che il R.D. venga delegato dal procuratore del socio avente diritto al voto, designato con procura notarile (che dovrà essere allegata al modulo di delega) generale in senso assoluto, “uti alter ego”, oppure speciale con espresse istruzioni di voto del delegante. 10) È illegittimo escludere la revocabilità della delega, nei termini previsti dalla norma. 11) E’ possibile, per esigenze organizzative, allungare il termine tra la prima e la seconda convocazione (e comunque non oltre 30 giorni, come previsto dall’art. 126, comma 2, TUF), dato che tutti i termini previsti dalla normativa in esame fanno riferimento esclusivo alla prima convocazione. 12) E’ legittimo che l’avviso di convocazione preveda che il R.D. possa essere sostituito per il caso di sua impedimento. Ciò è auspicabile qualora il R.D. sia una persona fisica. Qualora il sostituto fosse in conflitto di interessi, si applicherebbe l’art. 135 decies, comma 3, TUF, e quindi l’identità del possibile sostituto deve essere già indicata nell’avviso di convocazione e nella delega. Nel caso di intervento “esclusivo” del R.D., in ogni caso, la sussistenza, o non, del conflitto di interessi non ha rilievo, in quanto al R.D. è comunque precluso un voto difforme. 13) Non è necessario (ancorché opportuno) che venga utilizzato il modulo CONSOB per il R.D. previsto dal comma 6 dell’art. 106, dato che il comma 4 ne esclude la necessità anche per le società quotate. 14) E’ opportuno che nella delega venga inclusa la dichiarazione del delegante di detenere – o non – la quota di partecipazione oltre la quale vi è l’obbligo di dichiarazione in assemblea. 15) La previsione che l’intervento in assemblea avvenga “in via esclusiva” per il tramite del R.D. comporta che sia perciò stesso rispettata l’eventuale previsione statutaria di voto segreto per le cariche sociali, dato che l’obbligo di segretezza assoluta grava espressamente per legge sul R.D. (e sui suoi ausiliari).  16) Qualora l’intervento in assemblea possa avvenire esclusivamente per il tramite del Rappresentante Designato, si possono riconoscere ai soci anche i diritti che il TUF prevede possano essere esercitati “fuori e prima dell’assemblea”, naturalmente con il coerente adeguamento dei termini ove necessario, dato che i termini di convocazione delle quotate sono molto diversi rispetto alle altre. Così, ad esempio, potrà essere riconosciuto il diritto di porre domande anche prima dell’assemblea, come previsto dall’art. 127 ter TUF, al fine di conferire istruzioni di voto informate. Nei post precedenti troverete la pubblicazione degli altri orientamenti del Comitato Notarile Triveneto in materia societaria.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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05 luglio 2017

Imposte sui consumi e imposte sui redditi – Nicola Forte

Il socio onorario di SuperPartes, Dott Nicola Forte, parla a Raiuno delle nuove norme in tema di Iva: “La scelta del tema da trattare non è stata molto difficile. Lo spunto me lo ha fornito il Ministro delle Finanze con la dichiarazione di non voler aumentare le aliquote Iva. Molto spesso si sente parlare della tassazione delle cose o meglio della volontà di spostare progressivamente il carico delle imposte sui redditi sulla tassazione delle cose. L’idea è buona, ma difficilmente sarà possibile. Cosa si intende per tassazione delle cose? Significa tassare di più nel momento in cui si consuma, ma per indurre i consumatori a consumare le stesse quantità deve essere ridotto il livello della tassazione sui redditi. La ricetta è buona, ma è in grado di funzionare a patto che la pressione fiscale sui redditi diminuisca effettivamente e in misura sensibile. Ad esempio se il netto della busta paga aumenta da 1.300 euro a 1.800 euro la manovra può produrre gli effetti espansivo sperati. Viceversa se l’aumento delle imposte sui consumi non è accompagnato da una sensibile diminuzione delle imposte sui redditi, la manovra è di tipo recessivo e i consumi rischiano di diminuire”

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