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    15 dicembre 2020

    Esecuzione del preliminare e menzioni catastali

    Cassazione, sentenza del 25 giugno 2020 n. 12654. In tema di contratto preliminare le menzioni catastali ex art. 29, comma 1-bis, della legge n. 52 del 1985 rappresentano, al pari delle menzioni edilizie ed urbanistiche, una condizione dell'azione ex art. 2932 c.c. Esse devono sussistere al momento della decisione e la relativa produzione può essere fornita anche in corso di causa. Ciò vale anche per i giudizi già pendenti alla data di entrata in vigore dell'art. 29 della suddetta legge. Il mancato riscontro, da parte del giudice investito della domanda di adempimento del contratto in forma specifica, dell'esistenza di tali menzioni costituisce, pertanto, un "error in iudicando", i cui effetti si esauriscono, tuttavia, all'interno del processo e non integrano un vizio di contenuto-forma della sentenza, tale da determinarne la nullità ovvero la inidoneità ad essere trascritta. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    03 aprile 2017

    Imposta sulle successioni: le ragioni per...

    Cosa cambia per il cittadino Oggi, ad eccezione dei "grandi" patrimoni, l'imposta sulle successioni, dovuta per la morte di un nostro caro, non si applica quasi mai, ma la situazione potrebbe cambiare presto. Quando gli eredi sono rappresentati dal coniuge e dai figli, l'attivo viene ridotto di un importo pari a un milione di euro per ogni soggetto (c.d. franchigia). Questa riduzione determina, nella maggior parte dei casi, l'azzeramento della base di calcolo dell'imposta. Sono dovute le sole imposte ipotecaria e catastale quando l'attivo è composto anche da immobili. Fino ad oggi è stato conservato in un cassetto un progetto di legge che, quando sarà  approvato, determinerà  in molti casi l'applicazione dell'imposta. In pratica, la riduzione dell'attivo, pari a un milione di euro per ogni erede (coniuge e figli), sarà  sensibilmente inferiore. Inoltre aumenteranno anche le aliquote. Per questa ragione è prudente sistemare in vita il patrimonio, cioè prima dell'evento morte. Le mosse da seguire per dare "scacco matto" al possibile incremento dell'imposta sulle successioni sono le seguenti: farsi assistere da un professionista anche al fine di evitare possibili litigi in famiglia; farsi consigliare gli atti da porre in essere in vita (donazione, cessione di una proprietà , etc) per ridurre il peso delle imposte dovute dopo la morte; verificare insieme al professionista l'ammontare delle imposte risparmiate. Per approfondimenti chiedi ai professionisti SuperPartes http://associazionesuperpartes.it/about/ Per leggere gli altri articoli SuperPartes clicca qui:http://associazionesuperpartes.it/extra/blog/ Dott. Nicola Forte, dottore commercialista a Roma

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05 luglio 2017

Imposte sui consumi e imposte sui redditi – Nicola Forte

Il socio onorario di SuperPartes, Dott Nicola Forte, parla a Raiuno delle nuove norme in tema di Iva: “La scelta del tema da trattare non è stata molto difficile. Lo spunto me lo ha fornito il Ministro delle Finanze con la dichiarazione di non voler aumentare le aliquote Iva. Molto spesso si sente parlare della tassazione delle cose o meglio della volontà di spostare progressivamente il carico delle imposte sui redditi sulla tassazione delle cose. L’idea è buona, ma difficilmente sarà possibile. Cosa si intende per tassazione delle cose? Significa tassare di più nel momento in cui si consuma, ma per indurre i consumatori a consumare le stesse quantità deve essere ridotto il livello della tassazione sui redditi. La ricetta è buona, ma è in grado di funzionare a patto che la pressione fiscale sui redditi diminuisca effettivamente e in misura sensibile. Ad esempio se il netto della busta paga aumenta da 1.300 euro a 1.800 euro la manovra può produrre gli effetti espansivo sperati. Viceversa se l’aumento delle imposte sui consumi non è accompagnato da una sensibile diminuzione delle imposte sui redditi, la manovra è di tipo recessivo e i consumi rischiano di diminuire”

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