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    15 settembre 2020

    L’oggetto della revocatoria e’ la...

    Cassazione, sentenza 24 giugno 2020, n. 12476, S.U. civili. Oggetto della domanda revocatoria, sia essa ordinaria che fallimentare, non è il bene trasferito in sé, ma la reintegrazione della generica garanzia patrimoniale dei creditori, mediante il suo assoggettamento ad esecuzione forzata, sicchè quando l’azione sia stata promossa dopo il fallimento dell’acquirente, non potendo essere esperita con la finalità di recuperare il bene ceduto, stante l’intangibilità dell’asse fallimentare, i creditori del cedente (ovvero il curatore in caso di suo fallimento) potranno insinuarsi al passivo del fallimento del cessionario per il valore del bene oggetto dell’atto di disposizione. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    20 aprile 2020

    Scioglimento del fondo patrimoniale e revocatoria

    Cassazione, ordinanza 22 novembre 2019, n. 30517, sez. Iii civile. In presenza di figli minori, lo scioglimento del fondo patrimoniale posto in essere dai genitori senza autorizzazione del giudice tutelare è invalido, ma, poiché il Divieto di scioglimento è posto a vantaggio dei detti minori, l’azione di annullamento spetta soltanto a questi ultimi e non pure ai terzi, ancorché creditori in revocatoria. In applicazione di tale principio, la s.c. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso potesse formare oggetto di azione revocatoria, essendo già inefficace, il fondo patrimoniale sciolto dai genitori, nonostante vi fossero figli minori e mancasse l’autorizzazione del giudice tutelare.Per approfondimenti chiedi ai professionisti superpartes Clicca qui per leggere gli altri articoli superpartes Autore immagine: pixabay.com © riproduzione riservata

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    25 novembre 2019

    Protezione del patrimonio familiare: attenzione...

    Per una coppia, soprattutto in presenza di figli minori, è importantissimo tutelare il patrimonio per far fronte ai bisogni della famiglia.                      L’ordinamento offre specifici istituti giuridici per realizzare tale obiettivo come, ad esempio, il fondo patrimoniale ed il trust familiare.                            Il notaio, a seguito di una analisi della situazione concreta, consiglierà la stipulazione dell’atto  che meglio risponde alle esigenze dei clienti.  Attenzione però che la Cassazione, con l’ordinanza n. 25423/2019, ribadisce che la costituzione del fondo patrimoniale, anche se per bisogni della vita familiare, non è obbligatoria per legge ma configura un atto a titolo gratuito, non trovando contropartita in un'attribuzione in favore dei disponesti ed è suscettibile di revocatoria,  salvo che si dimostri l'esistenza in concreto di una situazione tale da integrare nella sua oggettività gli estremi del dovere morale ed il proposito del solvens di adempiere unicamente a quel dovere mediante l'atto in questione.                                                                                            La Corte ricorda che, analogamente, l'istituzione di trust familiare (nella specie, per fare fronte alle esigenze di vita e di studio della prole) non integra adempimento di un dovere giuridico, non essendo obbligatoria per legge, ma configura - ai fini della revocatoria ordinaria - un atto a titolo gratuito.                     I professionisti SuperPartes offrono una consulenza legale completa mirata all’individuazione delle vostre concrete esigenze ed alla pianificazione di un atto notarile che vi consenta di mettere al sicuro il patrimonio familiare.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    13 dicembre 2016

    Il fisco contro il fondo patrimoniale

    Il fisco può rifarsi sul fondo patrimoniale. E' quanto affermato dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 3600 del 24 febbraio 2016 che ha stabilito che, rispetto all'azione esattoriale per un credito fiscale, l'Amministrazione finanziaria può, a certe condizioni, soddisfarsi anche sul fondo patrimoniale. Il fondo patrimoniale è disciplinato agli articoli 167 e ss. c.c.. In particolare, per quanto qui interessa, l'art. 170 c.c. prevede che l'esecuzione sui beni del fondo non può aver luogo per i debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei alla famiglia. La Corte prende le mosse per la sua decisione proprio dalle condizioni previste dall'art. 170 c.c., in presenza delle quali i beni e i frutti di un fondo patrimoniale non possono essere oggetto di esecuzione: l'estraneità  ai bisogni della famiglia e la conoscenza di tale circostanza da parte del creditore. Solo al verificarsi di tali condizioni, pertanto, i beni del fondo sono al riparo da eventuali azioni di esecuzione. Non rileva in tal senso la natura dell'obbligazione, contrattuale o extracontrattuale, come da taluno sostenuto. Il criterio per capire se si sia nell'ambito di esclusione previsto dall'art. 170 c.c., secondo la Corte di Cassazione, va cercato, viceversa, nella "relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia, sicchè anche un debito di natura tributaria sorto per l'esercizio dell'attività  imprenditoriale potrebbe ritenersi contratto per soddisfare tale finalità ". In altre parole, secondo la Corte, l'art. 170 c.c. non è di per sè ostativo all'esecuzione sui beni e sui frutti per quanto attiene ai debiti contratti con il fisco. Sicuramente questa decisione della Corte di Cassazione, seppur si innesta su un filone di decisioni analoghe, si presterà  ad essere da taluno criticata, soprattutto alla luce del fatto che in tal modo viene meno quella tutela accordata dal codice civile ai beni oggetto di fondo patrimoniale. Si fonda, inoltre, su un'equazione che non appare del tutto condivisibile: seppur vero che l'attività  professionale è esercitata (anche) a favore della famiglia, appare comunque quantomeno curioso ritenere che il debito fiscale possa considerarsi "contratto per i bisogni della famiglia". Tuttavia occorre sottolineare che seppur vero che un debito tributario possa astrattamente essere considerato contratto per scopi non estranei alla famiglia, resta pur sempre fermo che ciò deve essere accertato in sede giudiziale. In particolare, l'onere della prova dei presupposti di applicabilità  dell'art. 170 c.c. grava sulla parte che intende avvalersi del regime di impignorabilità  dei beni costituiti in fondo patrimoniale ma questa prova può consistere anche in "presunzioni semplici o nel ricorso a criteri logici e di comune esperienza".

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05 luglio 2017

Imposte sui consumi e imposte sui redditi – Nicola Forte

Il socio onorario di SuperPartes, Dott Nicola Forte, parla a Raiuno delle nuove norme in tema di Iva: “La scelta del tema da trattare non è stata molto difficile. Lo spunto me lo ha fornito il Ministro delle Finanze con la dichiarazione di non voler aumentare le aliquote Iva. Molto spesso si sente parlare della tassazione delle cose o meglio della volontà di spostare progressivamente il carico delle imposte sui redditi sulla tassazione delle cose. L’idea è buona, ma difficilmente sarà possibile. Cosa si intende per tassazione delle cose? Significa tassare di più nel momento in cui si consuma, ma per indurre i consumatori a consumare le stesse quantità deve essere ridotto il livello della tassazione sui redditi. La ricetta è buona, ma è in grado di funzionare a patto che la pressione fiscale sui redditi diminuisca effettivamente e in misura sensibile. Ad esempio se il netto della busta paga aumenta da 1.300 euro a 1.800 euro la manovra può produrre gli effetti espansivo sperati. Viceversa se l’aumento delle imposte sui consumi non è accompagnato da una sensibile diminuzione delle imposte sui redditi, la manovra è di tipo recessivo e i consumi rischiano di diminuire”

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