• Hai bisogno di aiuto? Contattaci

  • In evidenza

    16 luglio 2026

    Donazione di quote societarie ed esenzione fiscale

    Cassazione, ordinanza 19 marzo 2026, n. 6614, sez. V.  In tema di esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni prevista dall’art. 3, comma 4-ter, del d.lgs. n. 346 del 1990 vigente ratione temporis, la donazione della nuda proprietà di quote di società a responsabilità limitata, con riserva in capo all’usufruttuario del diritto di voto sugli utili, non realizza un trasferimento di partecipazioni idoneo a determinare il controllo di diritto sull’assemblea dei soci ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1, c.c., in quanto permane in capo all’usufruttuario il potere di incidere sulla volontà assembleare, con conseguente insussistenza dei presupposti per la fruizione dell’agevolazione. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Aksel Lian da Pixabay © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    17 aprile 2026

    Trust: imposta sulle successioni e donazioni e...

    Cassazione, ordinanza 17 novembre 2025, n. 30343, sez. V.  In tema di tassazione del trust, l’imposta proporzionale sulle successioni e donazioni – che presuppone l’arricchimento patrimoniale a titolo di liberalità – si applica ove il trasferimento definitivo dei diritti dal trustee al beneficiario si realizzi sin dall’istituzione del trust, dovendosi assoggettare l’atto, in caso contrario, alla sola imposta fissa di registro. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    15 dicembre 2025

    Imposta sulle donazioni: rilevano gli effetti...

    Cassazione, sentenza 2 luglio 2025 n. 17991, sez. V.  In tema di imposta sulle donazioni, l’interpretazione dell’atto presentato per la registrazione va svolta ai sensi dell’art. 20 d.P.R. n. 131 del 1986, alla stregua del rinvio operato dagli artt. 55, comma 1 e 60 d.lgs. n. 346 del 1990, sicché deve tenersi conto degli effetti giuridici dell’operazione negoziale e non anche della sua sostanza economica. In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva qualificato come atto gratuito una delibera di aumento di capitale sociale dietro conferimento di rami d’azienda, in ragione del supposto arricchimento determinato dalla sproporzione tra le quote di partecipazione al capitale riservate ai sottoscrittori e il valore economico dei conferimenti. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di websubs da Pixabay © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    09 settembre 2025

    Imposta di donazione e valutazione automatica

    Cassazione, ordinanza 7 luglio 2025, n. 18512, sez. V. Secondo la giurisprudenza di questa Corte (Cass. Sez. 5° 7 giugno 2013 n. 14409 Cass. Sez. 5° 26 gennaio 2015 n. 1309; Cass. Sez. 5° 18 aprile 2018 n. 9477; Cass. Sez. 5° 31 luglio 2018 n. 20245; Cass. Sez. 6°-5 2 marzo 2022 n. 6846 Cass. Sez. 6°-5 13 maggio 2022 n. 15340) in tema di imposta sulle donazioni il contribuente che presenti una dichiarazione cumulativa avente ad oggetto una pluralità di cespiti e intenda avvalersi della disposizione di cui all’art. 52 comma 4 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 riguardante l’accertamento della stima dei beni con criterio automatico ha l’onere di indicarne analiticamente il valore in modo da consentire all’amministrazione finanziaria di controllare la corrispondenza di ciascuno ai parametri di valutazione automatica; in difetto di tale indicazione e alla presenza di un unico valore globale l’amministrazione finanziaria ha il potere di rettifica attraverso il ricorso al criterio del valore di mercato. Anche l’espressione “valore o corrispettivo degli immobili” va intesa come “valore o corrispettivo del singolo immobile”. Altrimenti la comparazione tra valore o corrispettivo dichiarato e reddito non potrebbe essere effettuata. E in caso di atto avente ad oggetto più beni con indicazione cumulativa di valore o corrispettivo sarebbe consentito all’amministrazione finanziaria di verificare se il valore o corrispettivo globale fosse inferiore o uguale o superiore alla somma dei redditi ma non di verificare anche se il valore o corrispettivo del singolo bene fosse inferiore o uguale o superiore al reddito per esso stabilito. E così il contribuente dichiarando un valore complessivo non inferiore alla somma dei redditi catastali precluderebbe all’amministrazione finanziaria di attribuire al singolo bene il valore reale mediante i poteri di cui all’art. 51 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 e così di applicare la giusta imposta (Cass. Sez. 6°-5 2 marzo 2022 n. 6846). La sentenza impugnata non si è uniformata a tale principio avendo impropriamente ritenuto che l’eccedenza del valore cumulativamente dichiarato per gli immobili muniti di rendita rispetto al valore nominalmente risultante dall’applicazione della valutazione automatica precludesse la rettifica del valore anche per le aree di risulta dei fabbricati demoliti (ancorché sprovviste di rendita) che non potevano essere ricomprese nel valore specificamente dichiarato per i soli fabbricati collabenti. Per cui in sede di accertamento l’amministrazione finanziaria aveva correttamente stimato tali immobili secondo il valore venale prescindendo dal valore automatico che non era applicabile per la carenza di rendita. D’altra parte le nozioni di “fabbricato demolito” e “fabbricato collabente” indicano situazioni nettamente differenti (anche sul piano catastale). Difatti il fabbricato demolito è completamente distrutto mentre il fabbricato collabente è in stato di degrado ma non necessariamente distrutto. Il fabbricato demolito non può essere utilizzato mentre il fabbricato collabente può essere utilizzato per interventi di ristrutturazione. Il fabbricato demolito può essere rimosso dal catasto (convertendosi in area urbana o agricola) mentre il fabbricato collabente resta registrato in catasto (come tale). Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di The Lazy Artist Gallery © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    19 marzo 2025

    Donazione di Beni Mobili e Liberalità d'Uso

    Cassazione, Ordinanza n. 32682/2024 Nel contesto delle donazioni di beni mobili, la Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 16 dicembre 2024, n. 32682, ha stabilito un importante principio riguardo alla configurabilità della liberalità d'uso. Per poter qualificare una donazione di beni mobili come tale, è fondamentale fornire prove specifiche riguardanti le condizioni economiche del donante, la relazione tra queste condizioni e l'elargizione liberale, nonché la natura e l'importanza economica dei servizi prestati dal donatario. In mancanza di tali elementi probatori, la donazione non può essere considerata come liberalità d'uso, escludendo la possibilità di applicare gli effetti tipici di tale categoria di donazione. Questa sentenza ribadisce l'importanza dell'onere della prova a carico di chi intende dimostrare l'esistenza di una liberalità d'uso, ponendo l'accento sulla necessità di documentare adeguatamente le circostanze economiche e il rapporto tra donante e donatario. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di F. Muhammad da Pixabay © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    15 marzo 2025

    Trasferimento di dossier titoli: donazione...

    Quando si parla di trasferimento di dossier titoli, è fondamentale comprendere la sua qualificazione giuridica. Con l’ordinanza n. 31170 del 5 dicembre 2024, la Cassazione, Sezione II Civile, ha chiarito che tale trasferimento, effettuato dal donante a favore di un beneficiario, non rientra tra le liberalità atipiche previste dall’art. 809 c.c., ma costituisce a tutti gli effetti una donazione diretta. Questa distinzione ha conseguenze pratiche importanti: affinché la donazione sia valida, deve rispettare il requisito della forma scritta ad substantiam, ovvero deve avvenire attraverso un atto pubblico di donazione. Tale formalità è indispensabile per garantire tutela al donante e prevenire decisioni avventate. Se hai dubbi sulla corretta procedura per il trasferimento di dossier titoli o vuoi approfondire gli aspetti legali della donazione diretta e indiretta, continua a seguirci su Superpartes per aggiornamenti e approfondimenti giuridici. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di hamonazaryan1 da Pixabay © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    05 febbraio 2025

    Notifica dell'Accettazione della Donazione

    Con l'ordinanza n. 32333 del 13 dicembre 2024, la Corte di Cassazione ha fornito un'importante precisazione in merito alla donazione, evidenziando un aspetto cruciale per la validità e il perfezionamento del contratto di donazione. In particolare, la Corte ha ribadito che la notifica dell'accettazione della donazione è un requisito indispensabile, soprattutto quando la proposta e l'accettazione della donazione sono contenute in atti pubblici distinti. Validità della Donazione Senza Notifica dell'Accettazione Una questione ricorrente in tema di donazioni riguarda la validità del contratto prima che l'accettazione della donazione sia notificata. La donazione, pur essendo formalizzata mediante un atto pubblico, non è considerata perfezionata fino a quando non venga effettuata la notifica dell'accettazione da parte del donatario. Tale notifica deve essere compiuta in modo rituale, altrimenti il contratto non acquisisce efficacia, restando in sospeso. Requisito Indispensabile della Notifica La Cassazione ha chiarito che, in presenza di atti pubblici distinti per la proposta e l'accettazione della donazione, la notifica dell'accettazione è necessaria per il perfezionamento del contratto di donazione. Fino a che tale notifica non avviene, il contratto non può considerarsi concluso. Questo requisito formale è essenziale per la validità dell’atto di donazione, che altrimenti rimarrebbe privo di effetti giuridici. Questa decisione conferma il principio secondo cui la notifica dell'accettazione è una condizione sine qua non per il perfezionamento dell’atto, regolamentando con precisione le modalità attraverso le quali il donatario esprime la sua volontà di accettare il dono, rendendo l'operazione giuridicamente vincolante. La Funzione della Notifica nella Donazione La Corte ha sottolineato l'importanza di rispettare i procedimenti formali previsti dal codice civile, ribadendo che senza la corretta notifica dell'accettazione, la donazione non produce effetti. In questo modo, la giurisprudenza garantisce che le volontà delle parti vengano espressamente formalizzate e tutelate, assicurando che il contratto di donazione possa essere considerato valido solo dopo che siano stati rispettati tutti i requisiti legali. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Tumisu da Pixabay © Riproduzione riservata

    Scopri di più
  • News

    04 settembre 2024

    Donazione con riserva di usufrutto a terzi: due...

    Cassazione, sentenza 14 maggio 2024, n. 13294, sez. V.  In tema di imposta sulle donazioni, la donazione con riserva (accettata) di usufrutto a favore di un terzo comporta due distinti atti di liberalità – un trasferimento della nuda proprietà in favore del donatario ed un’offerta di donazione dell’usufrutto in favore del terzo, improduttiva di effetti fino a che non intervenga l’accettazione del terzo medesimo, prima della morte del costituente, nella prescritta forma dell’atto pubblico – i quali, pertanto, devono essere autonomamente e separatamente sottoposti ad imposizione. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di free stock photos from www.picjumbo.com da Pixabay © Riproduzione riservata

    Scopri di più
Filtra la ricerca