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    17 giugno 2025

    Caparra confirmatoria o mutuo? Il dilemma dei...

    Una doppia esigenza spesso difficile da conciliare: da un lato, l’urgenza di sottoscrivere preliminari per incassare le caparre confirmatorie dai promissari acquirenti; dall’altro, la necessità di iscrivere l’ipoteca prima della trascrizione dei preliminari per poter ottenere il mutuo.In questa intervista, il notaio Nicola Bruno, socio di SuperPartes, dialoga con il collega e relatore Vincenzo Attianese, anche lui notaio e socio dell’associazione, che illustra una soluzione concreta e giuridicamente sostenibile a questa complessa problematica del settore immobiliare. Guarda il video per approfondire la proposta e comprendere come tutelare al meglio tutte le parti coinvolte. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes 

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    13 giugno 2025

    Mutuo: i piani di ammortamento “alla francese”

    Cassazione, ordinanza, 19 marzo 2025, n. 7382, sez. I civile.  In tema di mutuo bancario con piano di ammortamento alla francese standardizzato a tasso variabile, non si determina alcuna capitalizzazione degli interessi perché la quota di interessi di ogni rata viene egualmente calcolata, come nel mutuo a tasso fisso, sul debito residuo del periodo precedente, costituito dalla quota capitale ancora dovuta, detratto l’importo già pagato in linea capitale con le rate precedenti, né vi è alcuna violazione degli obblighi di trasparenza contrattuale, laddove il piano di ammortamento riporti la chiara e inequivoca indicazione dell’importo erogato, della durata del prestito, del tasso di interesse nominale (TAN) ed effettivo (TAEG), della periodicità (numero e composizione) delle rate di rimborso con la loro ripartizione per quote di capitale e di interessi, dovendo pertanto escludersi la nullità del contratto per indeterminatezza o indeterminabilità dell’oggetto, potendo il contraente rappresentarsi quale sarà la somma finale da restituire per interessi sulla base dei parametri noti al momento della pattuizione, dovendo considerarsi che il piano di ammortamento di un mutuo a tasso variabile, per sua natura, non può che essere indicativo, recando una mera ipotesi proiettiva dell’ammontare finale dell’importo da restituire. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Gerd Altmann da Pixabay © Riproduzione riservata

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    02 giugno 2025

    Mutuo solutorio: validità

    Cassazione, sentenza, 5 marzo 2025, n. 5841, Sez. Unite civili.  Il perfezionamento del contratto di mutuo, con la conseguente nascita dell’obbligo di restituzione a carico del mutuatario, si verifica nel momento in cui la somma mutuata, ancorché non consegnata materialmente, sia posta nella disponibilità giuridica del mutuatario medesimo, attraverso l’accredito su conto corrente, non rilevando in contrario che le somme stesse siano immediatamente destinate a ripianare pregresse esposizioni debitorie nei confronti della banca mutuante, costituendo tale destinazione frutto di atti dispositivi comunque distinti ed estranei alla fattispecie contrattuale. Anche ove si verifichi tale destinazione, il contratto di mutuo (c.d. mutuo solutorio), in presenza dei requisiti previsti dall’art. 474 cod. proc. civ., costituisce valido titolo esecutivo. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Michael Gault da Pixabay © Riproduzione riservata

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    02 giugno 2025

    Mutuo: titolo esecutivo

    Cassazione, sentenza, 6 marzo 2025, n. 5968, Sez. Unite civili. Il contratto di mutuo integra titolo esecutivo a favore del mutuante in tutti i casi in cui la somma mutuata sia stata effettivamente, quand’anche con mera operazione contabile, messa a disposizione del mutuatario e questi abbia assunto l’obbligazione – univoca, espressa ed incondizionata – di restituirla. Pertanto, costituisce valido titolo esecutivo, di per sé solo e senza che occorra un nuovo atto pubblico o scrittura privata autenticata che attesti l’erogazione dell’avvenuto svincolo, anche quando vi sia contestualmente pattuizione di costituzione della somma mutuata in deposito o pegno irregolari e assunzione dell’obbligazione della mandante di svincolarla direttamente al verificarsi di quanto convenuto. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Tumisu da Pixabay © Riproduzione riservata

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    30 gennaio 2025

    Contratto di Mutuo e Termine di Restituzione Ad...

    Con l'ordinanza n. 28482 del 5 novembre 2024, la Corte di Cassazione ha trattato la compatibilità di un termine di restituzione nel contratto di mutuo, stabilendo i limiti entro i quali è legittimo un termine di restituzione "ad nutum". La Corte ha chiarito che, sebbene sia possibile prevedere una clausola che consenta al creditore di richiedere la restituzione delle somme a suo insindacabile giudizio, tale clausola non può compromettere l'essenza causale del mutuo, evitando così l’esigibilità immediata del debito. Restituzione Ad Nutum nel Contratto di Mutuo La questione esaminata riguardava la validità di una clausola contrattuale di restituzione "ad nutum", ossia su semplice richiesta del creditore, nel contesto di un contratto di mutuo. Tradizionalmente, il contratto di mutuo prevede un accordo tra le parti in cui il debitore si impegna a restituire le somme ricevute entro un certo periodo o al verificarsi di determinate condizioni. Tuttavia, la possibilità di includere una clausola che consenta la restituzione immediata da parte del creditore ha sollevato dubbi sulla compatibilità con la natura del contratto di mutuo. Limiti alla Restituzione Ad Nutum La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene sia compatibile prevedere una clausola che riconosca al creditore la facoltà di richiedere la restituzione delle somme "ad nutum", tale clausola non può configurarsi come una esigibilità immediata del debito. In altre parole, la facoltà di richiedere la restituzione deve rispettare lo schema causale del mutuo, mantenendo un equilibrio tra le prerogative del creditore e i diritti del debitore. Pertanto, la richiesta di restituzione deve essere circoscritta a condizioni ragionevoli e non impedire il corretto adempimento dell’obbligo di restituzione, come previsto dalla legge. Equilibrio tra le Parti nel Contratto di Mutuo La sentenza chiarisce che una clausola di restituzione "ad nutum" nel contratto di mutuo è legittima, purché non pregiudichi la struttura causale del mutuo e non determini un’esigibilità immediata del debito. In questo modo, le parti conservano un equilibrio tra i rispettivi interessi, garantendo una corretta gestione degli obblighi derivanti dal contratto di mutuo. La decisione conferma l'importanza di considerare non solo la libertà contrattuale, ma anche il rispetto delle regole generali dettate dal codice civile in materia di mutui. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Credit Commerce da Pixabay © Riproduzione riservata

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    02 dicembre 2024

    Risoluzione del mutuo fondiario: cosa cambia per...

    La sentenza n. 24942 del 17 settembre 2024 della Cassazione (Sez. III civile) conferma che la risoluzione del mutuo fondiario non elimina l'obbligo del mutuatario di restituire la somma mutuata. L'atto pubblico che contiene tali obbligazioni mantiene il valore di titolo esecutivo. Questa decisione rafforza l'importanza della formalità degli atti nel sistema di garanzia contrattuale. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Schluesseldienst da Pixabay © Riproduzione riservata

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    03 ottobre 2024

    Mutuo di scopo convenzionale: contenuto

    Cassazione, ordinanza, 5 giugno 2024, n. 15695, sez. I civile. Il mutuo di scopo convenzionale, che rappresenta una deviazione rispetto al tipo contrattuale dell’art. 1813 c.c., può essere così definito solo allorché contenga una clausola con cui il mutuatario abbia assunto un obbligo specifico nei confronti del mutuante, in ragione dell’interesse di quest’ultimo – diretto o indiretto – ad una specifica modalità di utilizzazione delle somme per un determinato scopo, rivelandosi insufficiente a tal fine la mera indicazione dei motivi per i quali il finanziamento viene erogato; conseguentemente, solo nel primo caso la clausola di destinazione della somma mutuata incide sulla causa del contratto e la sua mancata realizzazione può dare luogo a nullità negoziale. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Oleksandr Pidvalnyi da Pixabay © Riproduzione riservata

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    05 agosto 2024

    Ammortamento alla francese e invalidità del...

    Cassazione, sentenza 29 maggio 2024, n. 15130, sezioni unite civile.  In tema di mutuo bancario a tasso fisso con rimborso rateale del prestito regolato da un piano di ammortamento “alla francese” di tipo standardizzato tradizionale, la mancata indicazione della modalità di ammortamento e del regime di capitalizzazione “composto” degli interessi debitori non è causa di nullità parziale del contratto per indeterminatezza o indeterminabilità dell’oggetto del contratto. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di rawpixel da Pixabay © Riproduzione riservata

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