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    05 agosto 2026

    Comunione legale: quando l’acquisto resta un...

    Cassazione, sentenza, 28 aprile 2026, n. 11599, sez. II civile. In costanza di comunione legale tra coniugi, nel caso di acquisto di un immobile effettuato dopo il matrimonio da uno di essi, consistente in una compravendita a cui l’altro partecipi in qualità di comproprietario venditore, affinché il bene sia escluso dalla comunione ex art. 179 c.c., è necessario che l’atto rechi sia la dichiarazione del coniuge acquirente circa la natura personale dell’acquisto ai sensi dell’art. 179, comma 1, lett. c), d), f), sia la dichiarazione del coniuge (co-venditore) non acquirente, resa ai sensi dell’art. 179 comma 2 c.c., dovendo quest’ultima ritenersi condizione necessaria, ma non sufficiente, per escludere dalla comunione il bene medesimo, occorrendo a tal fine non solo il concorde riconoscimento da parte dei coniugi della natura personale dell’acquisto (richiesto esclusivamente in funzione della necessaria documentazione di tale natura), ma anche l’effettiva sussistenza dei presupposti tassativamente indicati dall’art. 179, comma 1, lett. c), d), f), c.c. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di ArtDreams92 da Pixabay © Riproduzione riservata

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    28 ottobre 2025

    Accessione e comunione legale: la costruzione sul...

    Cassazione, sentenza, 23 luglio 2025, n. 20793, sez. II civile.  Il principio generale dell’accessione ex art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista “ipso iure” al momento dell’incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, in quanto l’acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario, senza la necessità di apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l’art. 177, comma 1, c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale, cosicché la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è, a sua volta, proprietà personale ed esclusiva di quest’ultimo, mentre al coniuge non proprietario, che ha contribuito all’onere della costruzione, spetta, previo assolvimento dell’onere della prova di avere fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere, nei confronti dell’altro coniuge, le somme spese a tal fine. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di AS Photography da Pixabay © Riproduzione riservata

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    11 giugno 2025

    Beni in comunione: usucapione della quota degli...

    Cassazione, ordinanza, 11 marzo 2025, n. 6452, sez. II civile.  In tema di comunione, il comproprietario che sia nel possesso del bene comune può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri comunisti, senza necessità di interversione e, se già possiede “animo proprio” e a titolo di comproprietà, è tenuto ad estendere tale possesso in termini di esclusività, a tal fine occorrendo che goda del bene in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare in maniera univoca la volontà di possedere “uti dominus” e non più “uti condominus”, senza che possa considerarsi sufficiente il fatto che gli altri partecipanti si astengano dall’uso della cosa comune. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di StockSnap da Pixabay © Riproduzione riservata

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    22 maggio 2025

    Comunione legale: accordi di separazione

    Cassazione, ordinanza, 3 febbraio 2025, n. 2546. Sez. I civile.  Una volta sciolta la comunione legale con la separazione consensuale, rientra nella piena autonomia negoziale delle parti disciplinare gli aspetti economico-patrimoniali – estranei agli obblighi ex lege riguardanti la prole – con l’accordo di separazione omologato; in tale sede le parti possono liberamente disporre dei beni in comunione al fine di regolare i rapporti economici della coppia e possono prevedere una ripartizione del bene immobile in comunione legale per quote non egalitarie nell’ambito delle reciproche attribuzioni patrimoniali, in vista della successiva divisione, senza che ricorra alcuna ipotesi di nullità. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    20 gennaio 2025

    Agevolazioni Prima Casa e Comunione Legale tra...

    La recente ordinanza della Corte di Cassazione, n. 26703 del 14 ottobre 2024, ha affrontato un importante aspetto relativo alle agevolazioni fiscali per l'acquisto della "prima casa" in relazione alla comunione legale tra coniugi. La Corte ha stabilito che, ai fini del godimento delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa, è necessario che entrambi i coniugi, anche se uno di loro non ha partecipato direttamente all’atto di acquisto, presentino le dichiarazioni prescritte dalla normativa fiscale. Adempimenti Fiscali e Ruolo dei Coniugi nella Comunione Legale Il caso esaminato dalla Cassazione riguardava una situazione in cui uno dei coniugi non aveva partecipato all'atto di acquisto dell’immobile, ma il bene era acquistato in regime di comunione legale. La questione centrale era se l’agevolazione fiscale per l’acquisto della “prima casa” potesse essere richiesta solo da uno dei coniugi o se fosse necessario il coinvolgimento di entrambi. La Corte ha ribadito che, pur in presenza di un acquisto da parte di uno solo dei coniugi, entrambi devono provvedere alla compilazione delle dichiarazioni fiscali necessarie per beneficiare delle agevolazioni. (questo in giallo lo toglierei perché lo inserirei nella soluzione, non nel problema). Obbligo di Dichiarazione Fiscale da Parte di Entrambi i Coniugi Secondo la Corte, per poter usufruire delle agevolazioni "prima casa" in presenza di un regime di comunione legale, entrambi i coniugi sono tenuti a presentare le dichiarazioni previste dall’art. 1, nota II-bis, lett. b) e c), della Tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, anche se uno dei due non ha partecipato direttamente all'atto di acquisto. La normativa richiede che, nonostante la partecipazione diretta solo di uno dei coniugi all'acquisto, entrambi debbano rispettare gli adempimenti fiscali necessari per l’applicazione dell’agevolazione. Questo principio mira a garantire una corretta applicazione delle agevolazioni fiscali in un contesto in cui l’immobile acquistato rientra nella comunione legale dei beni, evitando che il regime fiscale venga utilizzato in modo non conforme alle disposizioni. Invito a Rimanere Informati Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Pexels da Pixabay © Riproduzione riservata

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    06 luglio 2024

    Accessione e comunione legale tra coniugi

    Cassazione, ordinanza 22 aprile 2024, n. 10727, sez. II civile.  Il principio generale dell’accessione posto dall’art. 934 cod. civ., prevede che il proprietario del suolo acquista ipso iure al momento dell’incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata, e non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, in quanto l’acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario senza la necessità di apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l’art. 177 co.1 cod. civ. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale; ne consegue che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio e in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà esclusiva di uno di essi è a sua volta personale e di proprietà esclusiva di quest’ultimo, mentre al coniuge non proprietario che abbia contribuito all’onere della costruzione spetta, previo assolvimento dell’onere della prova di avere fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere nei confronti dell’altro coniuge le somme spese a tale fine. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Image by drobotdean on Freepik © Riproduzione riservata

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    15 ottobre 2020

    Criteri per la formazione delle porzioni in sede...

    Cassazione, ordinanza del 25 agosto 2020 n. 17723. In sede di divisione giudiziale della comunione, occorre formare porzioni concrete comprensive di beni immobili, mobili e crediti di eguale natura e qualità, in misura proporzionale all’entità di ciascuna quota, di modo che rimanga inalterata la proporzione fra i valori delle corrispondenti quote ideali di comproprietà che possono ben essere disomogenee, in quanto il diritto dei condividenti ad una porzione in natura di ciascuna delle categorie di beni in comunione non si realizza attraverso il frazionamento delle singole entità appartenenti alla stessa categoria, ma attraverso la proporzionale divisione dei beni compresi nelle tre categorie degli immobili, mobili e crediti. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    14 luglio 2020

    Coniugi in comunione legale e società di persone

    Cassazione, ordinanza 27 aprile 2020, n. 8222, sez. I civile. Tra coniugi in regime di comunione legale può essere costituita una società di persone, con un patrimonio costituito dai beni conferiti dagli stessi, essendo anche le società personali dotate di soggettività giuridica, sicché, in caso di recesso di un socio, sorgendo a carico della società l’obbligo della liquidazione della sua quota, la domanda del coniuge receduto di accertamento della comproprietà dei beni sociali può essere interpretata dal giudice come tesa alla liquidazione della sua quota sociale. Nel caso in questione la Suprema Corte ha ritenuto che potesse riqualificarsi come istanza di liquidazione della quota sociale, la domanda della moglie nei confronti del marito tesa all’accertamento della comproprietà dei beni appartenenti ad una società in nome collettivo, di cui i coniugi in regime di comunione dei beni erano unici soci.  Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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