Cassazione, ordinanza, 11 marzo 2025, n. 6452, sez. II civile.
In tema di comunione, il comproprietario che sia nel possesso del bene comune può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri comunisti, senza necessità di interversione e, se già possiede “animo proprio” e a titolo di comproprietà, è tenuto ad estendere tale possesso in termini di esclusività, a tal fine occorrendo che goda del bene in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare in maniera univoca la volontà di possedere “uti dominus” e non più “uti condominus”, senza che possa considerarsi sufficiente il fatto che gli altri partecipanti si astengano dall’uso della cosa comune.
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