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    28 settembre 2016

    È nullo il mutuo se la finalità  è già ...

    Il mutuo di scopo è nullo solo se la destinazione delle somme mutuate non è rispettata, ma non se questa risulta già  attuata prima dell'erogazione del finanziamento. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione[1], che ha recentemente affrontato il caso in cui una banca conceda un mutuo per la ristrutturazione di un laboratorio artigiano, la quale però, al momento dell'atto di mutuo, sia già  in realtà  stata portata a termine. In tale caso, afferma la Corte, non si può considerare nullo il contratto di mutuo per mancanza di causa, essendo irrilevante che la finalità  per cui il mutuo viene concesso sia attuata prima o dopo l'erogazione del finanziamento. Se è vero, infatti, che la destinazione del denaro concesso in mutuo caratterizza il negozio sotto il profilo causale, entrando nella struttura del negozio, rimane comunque irrilevante il momento temporale della realizzazione dello scopo. La Corte rileva, infatti, come manchi nel quadro normativo di riferimento, una norma imperativa in tal senso, dal cui contrasto possa derivare una nullità  sotto questo profilo. E ciò vale sia per il mutuo di scopo legale sia per il mutuo di scopo convenzionale. [1] Cassazione sentenza n. 25793 del 22 dicembre 2015

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    27 settembre 2016

    È valido il preliminare di immobile abusivo?

    È valido il contratto preliminare avente ad oggetto un immobile abusivo. È quanto recentemente affermato dalla Corte di Cassazione[1], con una decisione che si pone in contrasto rispetto alle precedenti sentenze della stessa Cassazione, che ne avevano affermato al contrario la nullità . Come è noto, infatti, l'art. 40 della legge 47/1985 prevede la nullità  per i contratti che trasferiscano diritti reali su beni immobili privi della necessaria documentazione che ne attesti la regolarità  con la normativa urbanistica. La ratio della sanzione comminata dal legislatore è quella di scoraggiare il traffico di immobili abusivi mediante l'applicazione della nullità  ai relativi atti. Ma tale sanzione, secondo la Corte, trova applicazione solo per i contratti ad effetti traslativi e non per i contratti ad effetti solo obbligatori. E il preliminare, da un punto di vista strutturale, è un contratto ad effetti solo obbligatori e non (ancora) traslativi. Da questa considerazione discende che non vi sarebbe motivo, pertanto, di applicare al preliminare la sanzione della nullità  prevista dall'art. 40 della legge 47/1985. Ben può essere, infatti, che la necessaria dichiarazione o la documentazione attestante la regolarità  urbanistica, l'eventuale concessione in sanatoria o la domanda di oblazione possano essere rese o prodotte in un momento successivo, precisamente all'atto della stipulazione del contratto definitivo ovvero in corso di giudizio, prima della sentenza ex art. 2932 c.c. In altre parole, l'assenza dell'indicazione degli estremi della concessione edilizia e della sanatoria (come nel caso esaminato dalla Corte) non inficia la validità  del contratto preliminare, che rimane valido, non rientrando tale ipotesi nell'ambito di applicazione della sanzione prevista dall'art. 40 della legge 47/1985. [1] Cassazione sentenza n. 9318 del 9 maggio 2016

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    22 settembre 2016

    Rent to buy: è possibile lo sfratto?

    Il rent to buy è una nuova tipologia di contratto, introdotto dal legislatore per venire incontro alle necessità  del mercato immobiliare, in questi anni un po' rallentato dalla crisi economica. Presenta sia vantaggi per il conduttore-futuro acquirente (che può posticipare la decisione sull'acquisto a un momento successivo), sia tutele per il proprietario-concedente (nel caso di inadempimento del conduttore, da ultimo la possibilità  di avvalersi del procedimento per convalida di sfratto). Il rent to buy è una modalità  di acquisto conveniente, a metà  tra un contratto di locazione e un preliminare di vendita. Il proprietario consegna immediatamente l'immobile al conduttore, il quale a sua volta inizia a pagare un canone per il godimento. Alla scadenza del contratto il conduttore può decidere liberamente se procedere o meno all'acquisto del bene. Il canone si compone di due segmenti: una parte viene pagata per il godimento del bene (come nella locazione) e una parte viene imputata a futuro acconto sul prezzo di vendita, nel caso in cui conduttore intenda acquistare l'immobile. Un esempio può essere di aiuto. Poniamo che Tizio e Caio vogliano stipulare un contratto rent to buy della durata di 5 anni avente ad oggetto un immobile del valore di 50.000 e si accordino per un canone di 500 euro. Di questo canone una parte (ad esempio 250 euro) viene pagata per il godimento del bene come in una normale locazione. I restanti 250 euro vengono invece imputati come acconto sul prezzo di acquisto finale dell'immobile. Tizio, quindi, alla fine, se deciderà  di acquistare il bene, dovrà  versare a Caio solo 35.000 euro. La legge disciplina compiutamente le conseguenze dell'inadempimento sia del proprietario-concedente, sia del conduttore-futuro acquirente. Il DL 133/2014 prevede, infatti, che il contratto si risolva nel caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, determinato dalle parti, non inferiore ad un ventesimo del loro numero complessivo. Sul punto è intervenuto recentemente il DL 59/2016 che ha previsto la possibilità  per il concedente di avvalersi del procedimento per convalida di sfratto, quale ulteriore tutela per il proprietario rispetto a quelle già  previste dalla legge. La normativa vigente prevede, inoltre, nel caso di risoluzione per inadempimento del conduttore, il diritto del concedente alla restituzione dell'immobile e al trattenimento dei canoni già  versati a titolo di indennità  (se non è stato diversamente stabilito nel contratto); nel caso di risoluzione per inadempimento del proprietario, invece, il diritto per il conduttore alla restituzione della parte dei canoni imputata al corrispettivo, maggiorata degli interessi legali.

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    22 settembre 2016

    “Tv7 con Voi” TV7 Triveneta – trasmissione...

    Notai Luca Sioni. Paolo Broccoli e Roberto Paone di SuperPartes

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    16 settembre 2016

    Il cuore del progetto SuperPartes

    Luca Sioni, presidente di SuperPartes*Commento al convegno "La Riforma Fallimentare - sinergie tra professionisti" tenutosi a Padova il 12 settembre 2016 Sono molto contento del successo riscosso dal convegno sulla riforma fallimentare organizzato il 12 settembre a Padova da SuperPartes, e ciò sia per il riscontro ottenuto in termini di partecipazione - sala piena e oltre 60 richieste di iscrizione che non abbiamo potuto accogliere stante la capienza massima raggiunta - sia per il grande interesse suscitato dalle relazioni, di indubbio rilievo sotto il profilo scientifico ma, al contempo, "tagliate" sulle esigenze di chi deve confrontarsi tutti i giorni con problemi e questioni di natura pratica. Le tematiche trattate, va poi detto, coinvolgono aspetti di notevole complessità , anche alla luce dei diversi interventi legislativi succedutisi in materia negli ultimi anni, e gli interventi dei relatori sono stati particolarmente apprezzati anche perchè affrontano il tema delle vendite fallimentari con un approccio trasversale, analizzandolo dal punto di vista dei diversi professionisti che nel procedimento sono coinvolti. L'incontro è stato inoltre l'occasione per presentare al pubblico dei partecipanti il progetto SuperPartes, e vorrei cogliere l'occasione per riportare qui alcuni passaggi del mio intervento introduttivo che ritengo ben sintetizzino il nucleo essenziale del progetto che stiamo definendo. Cos'è SuperPartesÈ un'associazione fondata circa un anno fa da un gruppo di notai, una ventina, prevalentemente provenienti da Triveneto e Lombardia (ma con noi c'è anche un collega di Aosta che, tra l'altro, è attuale componente del Consiglio Nazionale del Notariato).SuperPartes non è un'associazione tra notai per svolgere in modo associato la professione, mettere in comune personale e servizi e dividere gli utili prodotti.È invece un'associazione di cultura giuridica, come altre che già  esistono e sono nate prima della nostra, e come altre organizza convegni ed incontri di formazione. La nostra filosofiaA differenza delle altre associazioni già  esistenti, SuperPartes si propone con un approccio diverso nei confronti del cliente, che viene posto al centro della proposta di ciascuno studio; si modifica così radicalmente il modo in cui il notaio e i suoi collaboratori si relazionano con il cliente stesso.Nostra aspirazione è semplificare il rapporto tra diritto, cittadini e imprese. Attraverso il nostro sito internet e le nostre pagine Facebook e twitter diamo informazioni costanti su temi giuridici e fiscali di interesse generale.Ci preoccupiamo, inoltre, di curare aspetti solitamente trascurati nella nostra professione, o non sufficientemente valorizzati, con una particolare attenzione al web e, più in generale, al mondo digitale. I nostri valoriChiarezza, semplicità , trasparenza, empatia, ed inoltre efficienza organizzativa, elevati standard qualitativi nella prestazione dei servizi erogati, omogeneità  e forza del gruppo sono i princìpi ai quali l'operato degli studi aderenti a SuperPartes si ispira. I nostri obiettiviVogliamo creare una rete di notai che condividano questi princìpi e che sia presente in modo capillare sul territorio nazionale, vogliamo che questi notai si differenzino rispetto agli altri per la qualità  della prestazione e per il modo in cui i servizi vengono erogati e per questi motivi possano essere riconosciuti e apprezzati, spostando il baricentro della scelta da parte del cliente dal prezzo del servizio alla qualità  dello stesso, innestando una concorrenza virtuosa e non incentrata solo sul prezzo, meccanismo, questo, che ha progressivamente svilito il valore della prestazione del professionista.La rete, nei nostri intenti, deve essere il tessuto connettivo che collega notai che scambiano prassi ed esperienze diverse in quanto provenienti dai diversi angoli del territorio nazionale, ma anche una rete sul territorio del singolo notaio, che unisca il notaio stesso con gli altri professionisti che si interfacciano con lo studio notarile nella realtà  di tutti i giorni. È quella che a me piace definire una "rete di reti", nella quale professionisti diversi, tutti accomunati dalla stessa filosofia, lavorano insieme per assicurare il miglior servizio al cliente. Come raggiungere questi obiettiviPer arrivare a questo l'associazione sta approntando tutta una serie di servizi che saranno prestati agli associati per fornire loro know how e supporto costante, con il coinvolgimento di professionisti provenienti da ambiti diversi ma tutti accomunati da solida esperienza, grande reputazione e indiscutibile spessore.Entreranno a far parte dell'associazione anche soggetti non appartenenti al mondo notarile: docenti universitari, esperti in discipline giuridiche ed economiche e più in generale soggetti che, per il percorso compiuto e per le esperienze fatte, possano aiutarci a declinare gli scopi dell'associazione. Già  ora sono soci due docenti universitari, il Prof. Gianluca Sicchiero e il Prof. Paolo Gubitta, professori ordinari, rispettivamente, presso gli atenei di Venezia - Ca' Foscari e Padova, con i quali avvieremo una collaborazione finalizzata a realizzare un percorso scientifico che miri a valorizzare la specificità  delle esperienze maturate da ciascuno. Questo, in estrema sintesi, il cuore del nostro progetto, tuttora in corso di realizzazione, un work in progress che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi spunti e che entro l'anno sarà  completato quanto meno nei suoi aspetti principali, un progetto ambizioso ma che siamo certi di poter realizzare perchè in esso crediamo molto e ad esso stiamo dedicando grandi energie. [divider type="1"] [/divider] Luca Sioni, presidente SuperPartesConvegno "La riforma fallimentare, sinergie tra professionisti"Padova, 12 settembre 2016 https://youtu.be/G74luhGsJjA

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    15 settembre 2016

    Affitto e cessione d'azienda nelle procedure...

    Relazione a cura di Giovanni Peli, Dottore Commercialista in Brescia*Convegno "La Riforma Fallimentare - sinergie tra professionisti" tenutosi a Padova il 12 settembre 2016 L'affitto come conservazione del valore dell'azienda L'azienda è una realtà  viva e, se arrestata, subisce una perdita di valore con andamento iperbolico. La dichiarazione di fallimento comporta l'immediata cessazione dell'attività  aziendale e, salvo i rari casi di esercizio provvisorio, la soluzione più praticata è un affitto-ponte, in attesa del completamento delle formalità  della vendita.È una situazione molto delicata, in quanto occorre congegnare un contratto di affitto che ponga la procedura al riparo da eventuali abusi dell'affittuario ma anche da perdite involontarie del valore dell'azienda nel corso dell'affitto. Perciò, anche in questo caso, è fondamentale la collaborazione tra più professionisti, inclusi specialisti del settore nel quale opera l'azienda. La vendita dell'azienda In tutte le procedure concorsuali, è previsto, in caso di vendita, l'esonero di qualsiasi garanzia per i vizi della cosa venduta. Si verifica quindi una asimmetria informazioni tra l'imprenditore a cui fa capo l'azienda fallita, che la ben conosce, ed eventuali terzi competitori, che invece possono fare affidamento sulla sola perizia e non hanno nessuna garanzia in caso, frequente, di scoperta di problematiche, anche gravi, successive all'acquisto dell'azienda.Per usare un termine del mercato automobilistico dell'usato, il rischio bidone è in agguato.Per tali motivi, è fondamentale una perizia effettuata in modo rigoroso ed esaustivo, affinchè chiunque possa affacciarsi al mercato delle vendite fallimentari con fiducia. La composizione della crisi da sovraindebitamento La legge numero 3/2012 ha finalmente introdotto, anche nell'ordinamento nazionale, una disciplina della cosiddetta insolvenza civile, mentre prima era disciplinata solo quella commerciale.Purtroppo sì tratta di una normativa molto frammentaria, che nulla dispone in merito alla liquidazione dell'attivo, se non un generico richiamo all'articolo 107 della legge fallimentare, in quanto richiede la stima, adeguata pubblicità  ed idonea procedura competitiva.Anche in questo caso, dunque, valgono le raccomandazioni fatte in tema di vendita fallimentare, anzi, a maggior ragione, la vendita deve essere pianificata in maniera rigorosa, preferibilmente in sinergia con diversi professionisti, proprio a causa del ridotto impianto normativo che disciplina la materia, sempre a tutela del soggetto che vende ed anche di colui che acquista; insomma, una tutela super partes. *Giovanni Lorenzo Peli si è laureato in economia e commercio all'Università  degli Studi di Brescia, città  in cui è nato nel 1962 e in cui attualmente risiede ed esercita la sua attività . Dopo 3 anni alla Banca San Paolo come responsabile nelle contrattazioni con l'estero e nel servizio titoli ha iniziato la sua attività  di libero professionista. E' iscritto al Registro dei Revisori Contabili e svolge da diversi anni il sindaco presso primarie società  italiane. E' specializzato nel controllo di gestione, analisi dei costi e aspetti finanziari di società  ed enti pubblici. E' inoltre un esperto nel settore informatico e telematico, di cui ha elaborato specifici applicativi software in ambito professionale. È iscritto all'Albo dei consulenti tecnici del Tribunale di Brescia per il quale assolve incarichi nelle procedure concorsuali e quale perito per il controllo dei conti, analisi reddituali patrimoniali, verifiche di legge, valutazioni aziendali e attività  connesse e simili. Nel 1993 ha iniziato a collaborare col gruppo editoriale Sole 24 Ore dove pubblica costantemente articoli di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale per il quotidiano "Guida Normativa" e per il settimanale "Informatore Pirola", oltre che saltuariamente per altre testate del gruppo. Ha pubblicato inoltre un volume sulle "Società  di comodo" (autori F. Baiguera e G. Peli), un "Manuale per il curatore fallimentare" (editore E.B.C.) ed il testo "La fatturazione negli studi professionali" (Editore Il Sole 24 Ore, Autori F. Baiguera e G. Peli). Partecipa costantemente a corsi, master brevi e convegni di aggiornamento professionale. E' docente presso il Corso biennale di formazione per la preparazione agli esami di Stato per l'esercizio della professione di Dottore Commercialista. E'auditor nell'ambito di operazioni quadro comunitarie che prevedono il cofinanziamento con fondi strutturali ERDF. E' membro del comitato di coordinamento della Fondazione per gli Studi Economici e Giuridici di Brescia a cui partecipano le principali categorie libero-professionali. È stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine "Al merito delle Repubblica Italiana" con provvedimento del Presidente della Repubblica in data 27 dicembre 2003. Scarica la relazionedi Giovanni Peli in formato pdf"Affitto e cessione d'azienda nelle procedure concorsuali - Le nuove opportunità  di sinergia professionale" [divider type="1"] [/divider] Giovanni Peli, Dottore commercialista in BresciaConvegno "La riforma fallimentare, sinergie tra professionisti"Padova, 12 settembre 2016 https://youtu.be/bq0NhK1Iqd4

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    14 settembre 2016

    Affitto e cessione d'azienda nelle procedure...

    Relazione a cura di Giovanni Peli, Dottore Commercialista in Brescia*Convegno "La Riforma Fallimentare - sinergie tra professionisti" tenutosi a Padova il 12 settembre 2016 Evoluzione legislativa A partire dalla metà  degli anni 2000, il legislatore ha iniziato una fase di aggiornamento della normativa sulle procedure concorsuali, regolate da una legge del 1942, con interventi a volte poco coordinati. Essi però sono accomunati da una filosofia di fondo, che consiste nel cercare di avvicinare le vendite forzate al mercato. Infatti, le procedure di vendita coattiva si sono dimostrate poco efficienti, con conseguente svilimento delle quotazioni dei beni in vendita.Ciò ha portato ad una deregolamentazione della fase della liquidazione dell'attivo nelle procedure concorsuali, imponendo solo dei principi cardine, ma lasciando al soggetto incaricato della vendita, ad esempio il curatore fallimentare, la possibilità  (che diventa, di fatto, un obbligo) di costruire la procedura di vendita più adatta al bene da collocare sul mercato. I rischi della deregulation Questa facoltà  di scelta permette di costruire la procedura di vendita come un abito su misura, quindi con maggiori speranze di successo rispetto alla, rigida, modalità  di vendita prescritta dal codice di procedura civile. Peraltro, occorre che siano rispettati i principi cardine previsti dall'articolo 107, e precisamente: stima adeguata pubblicità  idonea procedura competitiva Il mancato rispetto di questi principi cardine comporta da un lato la responsabilità  del soggetto incaricato della vendita, e dall'altro il rischio di invalidità  degli atti. Per tale motivo è fondamentale che la vendita sia programmata mediante il concorso sinergico di più professionisti. "L'approccio alle vendite è diventato interdisciplinare e richiede una costante osmosi tra professioni diverse. I dottori commercialisti, ormai motori delle procedure concorsuali, hanno assoluto bisogno sia del notaio per gli aspetti di legalità , sia dell'avvocato per quanto riguarda la tutela giudiziaria anche e soprattutto al fine di evitare che le proprietà  vengano svilite sul mercato oppure diventino preda di speculatori". Giovanni Peli, Dottore Commercialista in Brescia - #RiformaFallimentare *Giovanni Lorenzo Peli si è laureato in economia e commercio all'Università  degli Studi di Brescia, città  in cui è nato nel 1962 e in cui attualmente risiede ed esercita la sua attività . Dopo 3 anni alla Banca San Paolo come responsabile nelle contrattazioni con l'estero e nel servizio titoli ha iniziato la sua attività  di libero professionista. E' iscritto al Registro dei Revisori Contabili e svolge da diversi anni il sindaco presso primarie società  italiane. E' specializzato nel controllo di gestione, analisi dei costi e aspetti finanziari di società  ed enti pubblici. E' inoltre un esperto nel settore informatico e telematico, di cui ha elaborato specifici applicativi software in ambito professionale. È iscritto all'Albo dei consulenti tecnici del Tribunale di Brescia per il quale assolve incarichi nelle procedure concorsuali e quale perito per il controllo dei conti, analisi reddituali patrimoniali, verifiche di legge, valutazioni aziendali e attività  connesse e simili. Nel 1993 ha iniziato a collaborare col gruppo editoriale Sole 24 Ore dove pubblica costantemente articoli di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale per il quotidiano "Guida Normativa" e per il settimanale "Informatore Pirola", oltre che saltuariamente per altre testate del gruppo. Ha pubblicato inoltre un volume sulle "Società  di comodo" (autori F. Baiguera e G. Peli), un "Manuale per il curatore fallimentare" (editore E.B.C.) ed il testo "La fatturazione negli studi professionali" (Editore Il Sole 24 Ore, Autori F. Baiguera e G. Peli). Partecipa costantemente a corsi, master brevi e convegni di aggiornamento professionale. E' docente presso il Corso biennale di formazione per la preparazione agli esami di Stato per l'esercizio della professione di Dottore Commercialista. E'auditor nell'ambito di operazioni quadro comunitarie che prevedono il cofinanziamento con fondi strutturali ERDF. E' membro del comitato di coordinamento della Fondazione per gli Studi Economici e Giuridici di Brescia a cui partecipano le principali categorie libero-professionali. È stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine "Al merito delle Repubblica Italiana" con provvedimento del Presidente della Repubblica in data 27 dicembre 2003. Scarica la relazionedi Giovanni Peli in formato pdf"Affitto e cessione d'azienda nelle procedure concorsuali - Le nuove opportunità  di sinergia professionale" [divider type="1"] [/divider] Giovanni Peli, Dottore commercialista in BresciaConvegno "La riforma fallimentare, sinergie tra professionisti"Padova, 12 settembre 2016 https://youtu.be/bq0NhK1Iqd4 [divider type="1"] [/divider] Giovanni Peli, Dottore commercialista in BresciaConvegno "La riforma fallimentare, sinergie tra professionisti"Padova, 12 settembre 2016 https://youtu.be/bq0NhK1Iqd4

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    13 settembre 2016

    La best practice valutativa nelle procedure...

    Relazione a cura di Matteo Negri, CTU del Tribunale di Brescia* La best practice è la migliore pratica valutativa tra quella esistenti nell'esercizio della professione e può essere utilizzata anche per la determinazione del valore degli immobili sottoposti a vendite forzate.La valutazione immobiliare non si basa solo ed esclusivamente sulla conoscenza e la competenza del professionista incaricato (expertise), ma è coadiuvata da processi metodologici estimativi condivisi, razionali e pluriparametrici che permettono di dimostrare scientificamente i valori di stima, di verificarli e replicarli nel tempo.L'esperto estimatore, attraverso l'applicazione degli standard di valutazione, avrà  a disposizione gli strumenti necessari ed indispensabili per svolgere correttamente il proprio incarico. Durante il convegno "La Riforma Fallimentare - sinergie tra professionisti" tenutosi a Padova il 12 settembre 2016, sono stati esplicitati i contenuti minimi del rapporto di valutazione nell'ambito delle procedure giudiziarie, evidenziando l'importanza del processo di audit documentale e di due diligence immobiliare, ovvero quei processi metodologici finalizzati ad accertare, attraverso una raccolta mirata ed analitica di informazioni, se sussistono elementi e profili di criticità  che possono compromettere il buon esisto dell'alienazione.Sono stati illustrati anche dei casi studio specifici, che hanno permesso di affinare i concetti sopra esplicitati e di apprendere le logiche e le direttive delle metodiche di stima impiegate ordinariamente, nella determinazione del valore degli immobili nelle procedure espropriative. "Dopo il 2010 le vendite coattive, sia per esecuzione ordinaria che per procedura concorsuale, sono diventate assai frequenti. Ottimizzare prassi e proposte condivise tra professionisti dalle competenze diverse è diventato un terreno fertile di incontro non solo per noi geometri ma anche per chi subisce il fallimento" Matteo Negri, CTU del Tribunale di Brescia - #RiformaFallimentare *Matteo Negri svolge la propria attività  di valutatore immobiliare indipendente in applicazione alle metodiche di stima riconosciute dagli standard internazionali (IVS) ed europei (EVS) di valutazione, nonchè al codice delle valutazioni immobiliari edito da TecnoBorsa ed alle Linee Guida ABI per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie, per conto di vari enti pubblici, privati e, in particolare, per il tribunale di Brescia, presso cui è iscritto com esperto in materia di esecuzioni immobiliari, concordati preventivi e procedure fallimentari. È Componente della Commissione REV per conto del CNGeGL. È Consigliere dell'Associazione Geo.Val - Geometri Valutatori Esperti, nonchè componente del comitato tecnico scientifico. E' Coordinatore nonchè componente della Commissione Estimo del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Brescia. E' stato membro del Consiglio di Gestione dell'OIV, Organismo Italiano di Valutazione, con sede presso l'Università  Bocconi di Milano per il triennio 2012-2015 ed aver collaborato alla stesura dei PIV _ Principi Italiani di Valutazione sugli immobili.Dal 2011 ha iniziato una intensa attività  di insegnamento che lo ha portato a formare colleghi in tutta Italia. A questo affianca una costante partecipazione a convegni nazionali ed internazionali. Collabora attivamente ai periodici "il Geometra Bresciano", "Il Nuovo Cantiere" e "La Circolare di Geo.Val Esperti" su tematiche di estimo immobiliare. Ha contribuito alla stesura di manuali e corsi professionali. E' certificato UNI/ISO 17024: VIPRO/0073-2014 Inarcheck Spa, nonchè, a livello europeo come REV-IT/CNGeGL/2020/3. Scarica la relazionedi Matteo Negri in formato pdf"LA BEST PRACTICE ESTIMATIVA NELLE PROCEDURE COATTIVE - Il rapporto di valutazione per la stima degli immobili"

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05 luglio 2017

Imposte sui consumi e imposte sui redditi – Nicola Forte

Il socio onorario di SuperPartes, Dott Nicola Forte, parla a Raiuno delle nuove norme in tema di Iva: “La scelta del tema da trattare non è stata molto difficile. Lo spunto me lo ha fornito il Ministro delle Finanze con la dichiarazione di non voler aumentare le aliquote Iva. Molto spesso si sente parlare della tassazione delle cose o meglio della volontà di spostare progressivamente il carico delle imposte sui redditi sulla tassazione delle cose. L’idea è buona, ma difficilmente sarà possibile. Cosa si intende per tassazione delle cose? Significa tassare di più nel momento in cui si consuma, ma per indurre i consumatori a consumare le stesse quantità deve essere ridotto il livello della tassazione sui redditi. La ricetta è buona, ma è in grado di funzionare a patto che la pressione fiscale sui redditi diminuisca effettivamente e in misura sensibile. Ad esempio se il netto della busta paga aumenta da 1.300 euro a 1.800 euro la manovra può produrre gli effetti espansivo sperati. Viceversa se l’aumento delle imposte sui consumi non è accompagnato da una sensibile diminuzione delle imposte sui redditi, la manovra è di tipo recessivo e i consumi rischiano di diminuire”

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