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    21 luglio 2026

    Servitù: l’usucapione decorre dalla...

    Cassazione, sentenza, 27 aprile 2026, n. 11403, sez. II civile.  In materia di servitù altius non tollendi ed ai fini di individuare il dies a quo per l’usucapione del diritto di mantenere un manufatto in violazione della stessa, deve farsi riferimento al momento nel quale il manufatto viene ad esistenza, in forza della realizzazione di elementi strutturali ed essenziali: in caso di successiva trasformazione dell’opera, in forza del principio “tantum praescriptum quantum possessum”, decorre un nuovo termine per l’usucapione in corrispondenza con la realizzazione della diversa opera.  Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l’usucapione del diritto al mantenimento di un manufatto in muratura e legno da ultimo realizzato, per non essere trascorsi venti anni dal momento nel quale lo stesso era venuto ad esistenza, risultando irrilevante – e, quindi, non cumulabile – il periodo di mantenimento in loco di diversa e precedente struttura, rimuovibile, con tamponature in alluminio e vetro. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di kazuharu kondo da Pixabay © Riproduzione riservata

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    30 marzo 2026

    Servitù per destinazione del padre di famiglia:...

    Cassazione, ordinanza, 9 marzo 2026, n. 5227, sez. II civile. La servitù per destinazione del padre di famiglia si costituisce ope legis solo se, al momento della separazione dei fondi o del frazionamento dell’unico fondo, vi siano opere o segni manifesti ed inequivoci di una situazione oggettiva di subordinazione o di servizio, che integri de facto il contenuto proprio di una servitù, indipendentemente da qualsiasi volontà, tacita o presunta, dell’unico proprietario nel determinarla o nel mantenerla; dunque, per determinare il momento rilevante ai fini della costituzione della servitù va considerato lo stato di fatto esistente al tempo della cessazione dell’appartenenza dei due fondi al medesimo proprietario. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Pexels da Pixabay © Riproduzione riservata

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    23 settembre 2025

    Servitù coattiva di passaggio: condizioni

    Cassazione, ordinanza, 27 aprile 2025, n. 11078, sez. II civile.  La servitù di passaggio costituita per contratto non cessa di essere coattiva, con conseguente operatività della causa di estinzione per cessazione dell’interclusione di cui all’art. 1055 c.c., laddove risultino sussistenti le relative condizioni di legge, pur se non emergenti dall’atto, ma ricavabili aliunde, senza che rilevi che le parti non abbiano previsto la corresponsione di un’indennità in favore del proprietario del fondo servente, dovendosi presumere il carattere coattivo del vincolo, salvo che non emerga in concreto l’intento inequivoco dei contraenti di assoggettarsi al regime delle servitù volontaria. Nella specie, la S.C. nel confermare la sentenza gravata ha in particolare rimarcato che la gratuità della servitù costituisce un elemento sintomatico del carattere coattivo, essendo inusuale il riconoscimento di un diritto reale, non dovuto ex lege, che reca utilità a un fondo senza alcun corrispettivo a favore del fondo che ne subisce il peso. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Angelo Esslinger da Pixabay © Riproduzione riservata

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    13 gennaio 2025

    Rinuncia Servitù Coattiva: Parere Cassazione

    La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29311 del 13 novembre 2024 (Sez. II Civile), ha affrontato una questione rilevante in materia di servitù coattive. La pronuncia chiarisce che una clausola contrattuale che preveda la rinuncia preventiva alla costituzione di una servitù di passaggio coattiva deve essere valutata attentamente rispetto alla situazione concreta del fondo.  In particolare, nel caso di interclusione relativa, qualora l’accesso diretto al fondo risulti particolarmente disagevole o economicamente oneroso, la validità di tale rinuncia potrebbe essere messa in discussione. Se la rinuncia compromette significativamente l’utilizzazione del fondo, potrebbe risultare non valida, tutelando così il diritto del proprietario all’utilizzo efficace della sua proprietà.  Perché è importante?    La sentenza evidenzia la necessità di un approccio equilibrato nei contratti relativi ai diritti reali, in particolare per garantire che non vengano lesi diritti fondamentali dei proprietari. Notai, avvocati e proprietari di immobili devono considerare attentamente l’impatto di clausole che limitano i diritti su fondi interclusi.  Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Falkenpost da Pixabay © Riproduzione riservata

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    03 gennaio 2025

    Servitù Apparenti: Chiarimenti dalla Cassazione...

    La Cassazione (ordinanza 24 settembre 2024, n. 25493, sez. II civile) ha chiarito i criteri per la configurabilità delle servitù apparenti, ribadendo l'importanza dell'oggettiva e permanente presenza di opere visibili. L’apparenza si identifica con elementi strutturali che, per natura e consistenza, rendono evidente il peso imposto su un fondo a favore di un altro. Questo requisito tutela l'acquirente del fondo servente contro vincoli ignoti o difficilmente verificabili, richiedendo una valutazione specifica caso per caso. Nel contesto condominiale, ad esempio, la Corte ha riconosciuto che la visibilità del passaggio di tubi di scarico, anche se non osservata dall’acquirente, rappresenta una servitù apparente in quanto inequivocabile. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Etadly da Pixabay © Riproduzione riservata

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    06 dicembre 2024

    Costituzione di servitù: aliquota al 9%

    Cassazione, sentenza, 2 settembre 2024, n. 23489, sez. V.  Non può essere condivisa la tesi sostenuta dall'Agenzia delle Entrate secondo cui agli atti costitutivi di servitù sui terreni agricoli si applica l'imposta di registro nella misura del 15%, tenuto conto che il legislatore ha utilizzato i termini "costituzione" e "trasferimento" in ragione della natura giuridica degli atti negoziali che le parti hanno posto in essere, sicché il termine "trasferimento" non può essere concepito in un'accezione più ampia. Va, invece, ribadito il principio, già espresso da questa Corte con sentenza n. 16495 del 2003, secondo cui: "Il termine trasferimento contenuto nell'art. 1, della tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 , è stato adoperato dal legislatore per indicare tutti quegli atti che prevedono il passaggio da un soggetto ad un altro della proprietà di beni immobili o della titolarità di diritti reali immobiliari di godimento e non può essere riferito agli atti che costituiscono diritti reali di godimento come la servitù, la quale non comporta trasferimento di diritti o facoltà del proprietario del fondo servente ma (ndr. una mera) compressione del diritto di proprietà di questi a vantaggio di un determinato fondo (dominante)" (così v. Cass., Sez. T, 5 settembre 2019, n. 22201, Cass., Sez. T, 5 settembre 2019, n. 22200, Cass., Sez. T, 5 settembre 2019, n. 22198 e Cass., Sez. T, 5 settembre 2019, n. 22199, cit.). Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di StockSnap da Pixabay © Riproduzione riservata

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    06 dicembre 2024

    Acquisto servitù di passaggio per usucapione:...

    La Cassazione (ord. n. 25270 del 20 settembre 2024) ha chiarito che la servitù di passaggio per usucapione non necessita di un tracciato realizzato dall'uomo. Anche un sentiero naturale, purché evidente e permanente, è sufficiente a dimostrare l'accesso al fondo dominante. Una decisione che valorizza la funzione pratica del diritto di servitù. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di MaBraS da Pixabay © Riproduzione riservata

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    05 dicembre 2024

    Costituzione convenzionale di servitù prediale:...

    Cassazione, sentenza, 30 luglio 2024, n. 21254, sez. II civile.  Ai fini della costituzione convenzionale di una servitù prediale non si richiede l’uso di formule sacramentali o di espressioni formali particolari, essendo sufficiente che dall’atto scritto si desuma la volontà delle parti di costituire un vantaggio a favore di un fondo mediante l’imposizione di un peso o di una limitazione su un altro fondo appartenente a diverso proprietario, sempre che l’atto abbia natura contrattuale, che rivesta la forma stabilita dalla legge ad substantiam e che da esso la volontà delle parti di costituire la servitù risulti in modo inequivoco, anche se il contratto sia diretto ad altro fine. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di StartupStockPhotos da Pixabay © Riproduzione riservata

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