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    21 gennaio 2020

    Regolamento della banca dati nazionale delle...

    La legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) diventa operativa con la pubblicazione del Decreto del Ministero della Salute nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 13 del 17 gennaio 2020.                                                        Il decreto suddetto istituisce e disciplina il Regolamento della banca dati nazionale delle registrazioni delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT).  Esso entrerà in vigore il primo febbraio 2020 ed i punti principali che prevede sono: a) i contenuti informativi della banca dati; b) i soggetti che concorrono alla sua alimentazione; c) le modalità di registrazione e di messa a disposizione delle DAT; d) le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali nel rispetto dei diritti della persona; e) le modalità di accesso alla banca dati. L’articolo 11 del decreto sancisce che entro sessanta giorni dall’attivazione della Banca dati nazionale, i soggetti di cui all’articolo 3, tra i quali anche i notai, trasmettano al Ministero della Salute l’elenco delle persone che hanno già espresso dichiarazioni anticipate di trattamento e le copie delle disposizioni stesse per procedere al loro inserimento nella Banca dati nazionale.                            Il medico che assiste il paziente ed il suo fiduciario possono fare richiesta alla Banca dati nazionale sulla esistenza della DAT e del luogo ove essa è conservata.Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    17 gennaio 2020

    Trasparenza e privacy nel registro dei titolari...

    Il Ministero dell’economia e delle finanze ha predisposto la bozza del decreto sulla istituzione del registro dei titolari effettivi delle società e dei trust.              Esso prevede un bilanciamento tra l’interesse alla conoscenza dei titolari effettivi di società e trust per la trasparenza del mercato ed il contrasto del riciclaggio e l’interesse alla privacy dei titolari stessi.                                                            I punti principali ricavabili dalla bozza del decreto sono: - l’obbligo degli amministratori di S.p.a., S.r.l., S.a.p.a. e società cooperative nonché di coloro che rivestono analogo ruolo nelle associazioni, nelle fondazioni e nei trust di comunicare all'istituenda sezione dei titolari effettivi e dei trust le informazioni sui titolari effettivi di tali enti; - la previsione che i titolari effettivi possano opporsi all'accesso al registro da parte del «pubblico» se da questo deriva un rischio sproporzionato di frode, rapimento, ricatto, estorsione, molestia, violenza o intimidazione; - la previsione che il soggetto obbligato alle comunicazioni anzidette debba vagliare la richiesta del titolare effettivo di vedersi «oscurata» la sua identità; - in assenza di indicazioni nel decreto nel caso in cui la richiesta del titolare effettivo non dovesse essere accolta questi potrà adire, con una procedura d’urgenza, l’autorità giudiziaria.                                                                         Il Garante per la protezione dei dati personali dovrà esprimere il suo parere sui contenuti di tale decreto.                                                                                 SuperPartes vi aggiornerà su tutti gli sviluppi. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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    10 gennaio 2020

    Si a limiti e divieti nel regolamento di...

    IL FATTO. Una delibera condominiale vieta ad una società condomina e proprietaria esclusiva del lastrico solare la installazione di una antenna per telefonica cellulare. L’assemblea condominiale fonda la propria decisione sul regolamento condominiale contrattuale in forza del quale si vieta genericamente l’uso delle proprietà esclusive che potesse “risultare molesto ai vicini”. LE DECISIONI DEL TRIBUNALE E DELLA CORTE D’APPELLO. La società impugna la delibera condominiale affermandone l’invalidità in base alla disciplina codicistica sull’uso delle cose comuni ed esclusive. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello rigettano la richiesta della società ritenendo che il regolamento contrattuale era idoneo a vietare l’attività di installazione dell’antenna in questione, in quanto molesta per i condomini, ancorchè l’impianto fosse risultato rispettoso del limite legale stabilito per l’emissione delle onde elettromagnetiche. LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE. La Cassazione, invece, accoglie il ricorso della società in quanto il riferimento a quanto potesse risultare molesto ai vicini è troppo ampio e generico tale da rendere sufficiente la mera opposizione della maggioranza condominiale per impedire la fruizione piena del godimento della proprietà esclusiva da parte di uno o più condomini. Nel caso di specie, inoltre, l'impianto telefonico che la società avrebbe voluto installare è risultato sicuro, in quanto sono stati osservati i limiti previsti dalla legge 36/2001. I diritti dei condomini, pertanto, sarebbero stati tutelati dall'esercizio del legittimo diritto esclusivo del singolo condomino.  IL PRINCIPIO DI DIRITTO. Il principio statuito dalla Suprema Corte è che: “i divieti e i limiti di destinazione delle cose di proprietà individuale nel regime condominiale possono essere formulati nei regolamenti sia mediante elencazione delle attività vietate sia mediante riferimento ai pregiudizi che si intendono evitare ma è necessario che, specialmente in quest'ultimo caso, tali limiti e divieti, al fine di evitare ogni possibilità di equivoco in una materia che attiene alla compressione di facoltà normalmente inerenti alle proprietà esclusive dei singoli condomini, risultino da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro, ovvero non suscettibile di dar luogo a incertezze. (…) In definitiva i divieti ed i limiti di destinazione alle facoltà di godimento dei condomini sulle unità immobiliari di proprietà esclusiva devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro, esplicito e inequivoco, pertanto, l'individuazione della regola dettata dal regolamento condominiale di origine contrattuale, nella parte in cui impone detti limiti e divieti, va svolta rifuggendo da interpretazioni di carattere estensivo, sia per quanto concerne l'ambito delle limitazioni imposte alla proprietà individuale, sia per quanto attiene ai beni alle stesse soggetti." CONSIDERAZIONI OPERATIVE. Per la redazione dei regolamenti condominiali è più che opportuno che ci si affidi ad un avvocato o ad un notaio in quanto, al fine di una valida ed esauriente formulazione delle pattuizioni è necessaria una approfondita conoscenza giuridica ed una esperienza nel settore. In tal modo potranno prevenirsi possibili liti tra condomini o, ove dovessero sorgere, si potrà fare affidamento su una regolamentazione chiara e puntuale per la risoluzione delle stesse.   Avv. ANDREA PENTANGELO  Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Autore immagine: Pixabay.com © Riproduzione riservata

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05 luglio 2017

Imposte sui consumi e imposte sui redditi – Nicola Forte

Il socio onorario di SuperPartes, Dott Nicola Forte, parla a Raiuno delle nuove norme in tema di Iva: “La scelta del tema da trattare non è stata molto difficile. Lo spunto me lo ha fornito il Ministro delle Finanze con la dichiarazione di non voler aumentare le aliquote Iva. Molto spesso si sente parlare della tassazione delle cose o meglio della volontà di spostare progressivamente il carico delle imposte sui redditi sulla tassazione delle cose. L’idea è buona, ma difficilmente sarà possibile. Cosa si intende per tassazione delle cose? Significa tassare di più nel momento in cui si consuma, ma per indurre i consumatori a consumare le stesse quantità deve essere ridotto il livello della tassazione sui redditi. La ricetta è buona, ma è in grado di funzionare a patto che la pressione fiscale sui redditi diminuisca effettivamente e in misura sensibile. Ad esempio se il netto della busta paga aumenta da 1.300 euro a 1.800 euro la manovra può produrre gli effetti espansivo sperati. Viceversa se l’aumento delle imposte sui consumi non è accompagnato da una sensibile diminuzione delle imposte sui redditi, la manovra è di tipo recessivo e i consumi rischiano di diminuire”

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