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    14 gennaio 2025

    Registro al 3% per i trasferimenti di diritti...

    Novità Fiscali per il 2025 La Novità Dal 1° gennaio 2025, il regime impositivo applicabile agli atti di trasferimento di diritti edificatori non rientranti nel campo di applicazione dell’IVA si uniforma a un’aliquota del 3%, come previsto dall’art. 9 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 131/86, modificato dal DLgs. 139/2024. Questo cambiamento chiarisce e rafforza la normativa fiscale, estendendo il suo raggio d'azione ai contratti che trasferiscono tali diritti, garantendo trasparenza e uniformità nell’applicazione delle imposte di registro. Il Problema Prima dell'introduzione di queste modifiche, la natura giuridica dei diritti edificatori era fonte di incertezza e ciò aveva ripercussioni sull’imposizione fiscale dei relativi atti di trasferimento. La giurisprudenza aveva sollevato dubbi, in particolare riguardo alla qualificazione di tali diritti come obbligatori o reali, influenzando l'applicabilità delle imposte. La sentenza della Cassazione n. 16080/2021 aveva già anticipato questa interpretazione, indicando che gli atti di trasferimento di diritti edificatori rientrano nella categoria dei negozi aventi contenuto patrimoniale. Tuttavia, rimanevano aree grigie, come il trattamento tributario degli atti di costituzione o modifica di tali diritti. La Soluzione Le modifiche introdotte dal DLgs. 139/2024 consolidano le indicazioni giurisprudenziali, chiarendo definitivamente che il trasferimento dei diritti edificatori è soggetto a un'imposta di registro del 3%, mentre le imposte ipotecarie e catastali sono fissate rispettivamente a 200 euro. Questo intervento normativo recepisce i principi sanciti dalla Cassazione e fornisce una base solida per una corretta applicazione tributaria. Inoltre, esclude giustamente i contratti modificativi di tali diritti dal regime impositivo proporzionale, considerando la loro natura non patrimoniale. Implicazioni per i Professionisti Legali Questa riforma rappresenta un passo avanti nella semplificazione normativa, ma richiede attenzione da parte di notai e avvocati. La corretta qualificazione degli atti e la distinzione tra trasferimenti, costituzioni e modifiche restano cruciali per evitare interpretazioni errate. Allo stesso tempo, si conferma la necessità di un’adeguata formazione e aggiornamento per garantire l’applicazione conforme delle nuove disposizioni. Conclusioni L’adozione del nuovo regime fiscale sui diritti edificatori migliora la coerenza e la certezza nell’applicazione delle regole tributarie. Per i professionisti legali, questa rappresenta un’opportunità per consolidare la propria expertise in un ambito complesso, offrendo ai clienti soluzioni chiare e sicure nel rispetto delle nuove normative. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes  Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes  Foto di Borko Manigoda da Pixabay © Riproduzione riservata

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    20 luglio 2017

    Cessione di cubatura: imposta di registro al 3%

    Comm. Trib. Reg. per il Piemonte, sentenza n. 721/31 dell'8 giugno 2016 Il negozio di cessione di cubatura sconta l'imposta di registro al 3%. E' quanto affermato dalla Commissione Tributaria Regionale per il Piemonte, che ha confermato la correttezza della liquidazione effettuata dal notaio rogante, ritenendo non condivisibile la diversa impostazione dell'Agenzia delle Entrate che avrebbe voluto, invece, assoggettare il negozio alla ben più alta aliquota dell'8% prevista per i trasferimenti immobiliari. Per approfondimenti chiedi ai Professionisti SuperPartes Il fatto La vicenda prende le mosse da un avviso di liquidazione, relativo all'imposta di registro, notificato dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di un contribuente che aveva venduto il diritto di volumetria relativo ad un suo appezzamento di terreno. L'ufficio, nel controllare la regolarità  dell'autoliquidazione, rilevava un errore effettuato dal notaio rogante, ritenendo la cessione di cubatura assimilabile alla categoria dei diritti reali immobiliari e dunque da assoggettare alla stessa tassazione dei trasferimenti immobiliari, ossia all'aliquota dell'8% (art. l Tariffa Parte Prima allegata al DPR 131/86) e non a quella del 3% come invece effettuato dal notaio. Le ragioni giuridiche Secondo l'Agenzia delle Entrate la cessione di cubatura produrrebbe effetti analoghi a quelli propri del trasferimento di diritti reali immobiliari, dal momento che il proprietario dell'area perderebbe il diritto di costruire sulla medesima che verrebbe acquistato dal proprietario del fondo cui la cubatura è trasferita. Quindi, secondo questa ricostruzione, similmente ad un contratto di vendita immobiliare, andrebbero applicate le normali imposte proporzionali di registro, così come disposto dall'art. l della tariffa Parte Prima allegata al DPR 131/86, che generalmente sono dell'8% salvo i casi particolari di aliquota ridotta o maggiorata. Tuttavia, la Commissione Tributaria Regionale per il Piemonte, nel confermare la decisione dei giudici di primo grado, non ha ritenuto condivisibile questo orientamento, sottolineando come, al contrario, la cessione abbia ad oggetto "una entità  immateriale" il cui effetto traslativo è il risultato finale cui si perviene attraverso due atti distinti ma inscindibilmente collegati, uno di natura privatistica, concluso dai proprietari delle aree, con cui viene volontariamente limitata la possibilità  edificatoria di un fondo a favore dell'altro, e uno di natura pubblicistica, sub specie di provvedimento amministrativo, con cui viene autorizzata dal Comune la realizzazione sul terreno cessionario di un fabbricato, con una cubatura maggiore di quella spettante perché aumentata di quanta teorica volumetria si è spogliato l'altro fondo. Esclusa, quindi, la natura reale del bene trasferito, il proprietario di un fondo più che trasferire o costituire un diritto reale, impone a carico del fondo stesso ed a favore di un fondo confinante appartenente a diverso proprietario, un vincolo di destinazione, obbligandosi a non utilizzare l'area di sua proprietà  ai fini edificatori. Il Comune, poi, assegnando la cubatura dismessa a favore dell'area confinante, "prende atto" della diversa distribuzione dei volumi edificabili da un punto di vista urbanistico e reale. Da ciò deriva conseguentemente che, sotto il profilo fiscale, l'assimilazione della cubatura ai diritti reali è possibile. D'altronde la volumetria rappresenta un valore economico autonomo, in grado di staccarsi dalla proprietà  del suolo per formare oggetto di autonoma negoziazione tra i privati; si tratta di un bene in sé, proprio perché giuridicamente del tutto indipendente dalla realizzazione di un fabbricato futuro, edificato in forza di essa, che non può essere esercitato sull'immobile senza l'autorizzazione amministrativa che può ridurre o addirittura vanificare il diritto che, proprio per questo non può essere di natura reale. Clicca qui per leggere gli altri articoli SuperPartes

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