Compatibilità e Limiti

Nel recente pronunciamento della Corte di Cassazione (sentenza n. 29281 del 13 novembre 2024, Sez. III Civile) viene approfondita la natura della fideiussione “indemnitatis”, una garanzia atipica con funzione reintegratoria. Tale strumento giuridico si configura come un meccanismo volto a garantire l'indennizzo per il danno subito a causa dell’inadempimento dell’obbligato principale.

Escussione della polizza fideiussoria: effetti e compatibilità con altri rimedi

La caratteristica principale della fideiussione indemnitatis è la sua autonomia rispetto all'obbligo primario di prestazione. Di conseguenza, l'escussione della polizza fideiussoria non preclude al creditore la possibilità di agire per l'adempimento dell’obbligazione principale o per la risoluzione del contratto.

Questo significa che, pur avendo in comune gli stessi fatti costitutivi (l’obbligazione e l’inadempimento), i diversi rimedi disponibili consentono al titolare del diritto di ottenere vantaggi distinti.

Equilibrio tra risarcimento e indennizzo

Un principio fondamentale sancito dalla Suprema Corte riguarda la necessità di evitare un arricchimento ingiustificato del creditore. Infatti, nell’escussione della fideiussione, si dovrà sempre tener conto delle somme già percepite per evitare:

  • Un risarcimento superiore alla perdita effettiva subita;
  • Un indennizzo insufficiente rispetto al danno realmente sofferto.

Conclusioni

La sentenza chiarisce come l’escussione della fideiussione non escluda l’attivazione di ulteriori strumenti giuridici per tutelare il creditore. Questo approccio rafforza la protezione del contraente non inadempiente e garantisce un equo bilanciamento tra il diritto al risarcimento e la prevenzione di vantaggi indebiti.

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Foto di Max da Pixabay

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